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L'implementazione del SISTRI nella tracciabilità dei rifiuti: vantaggi e criticità

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9 ―qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione o abbia l'obbligo di disfarsi 2 .‖ Una sostanza o un materiale, quindi, può essere classificato come rifiuto sulla base del comportamento che il detentore tiene o intende tenere. Il produttore del rifiuto 3 è uno dei pochi soggetti che ha informazioni relative alle caratteristiche dei rifiuti, quali la sua pericolosità, la possibilità di riutilizzo o la presenza di specifiche sostanze perché cono- sce il processo che l’ha generato ed è quindi l’unico a poterlo classificare al fine di un suo corretto smaltimento o riutilizzo, come esposto all’inizio del paragrafo. Si pensi, ad esempio, ad un cittadino che si appresta a fare la raccolta differenziata dei propri rifiuti: lui è l’unico soggetto che sa quali rifiuti ha prodotto e potrà scegliere il cassonetto più adatto. Sullo stesso principio si basa la classificazione dei rifiuti da parte del produttore: sulla base del codice CER attributo al rifiuto lo stesso sarà destinato ad un diverso pro- cesso di recupero e di smaltimento. Un potenziale pericolo ambientale, quindi, potrebbe essere trasformato in una risorsa. Questo stesso obiettivo persegue il nuovo articolo 179 dettando la nuova ―gerarchia dei rifiuti‖ ossia prevede dei diversi criteri di priorità nella gestione dei rifiuti: al di sopra di tutto vi è la prevenzione, poi le misure dirette al recu- pero mediante la preparazione per il riutilizzo, il riciclaggio ed ogni altra modalità di re- cupero di materia ed in ultimo è previsto l’uso dei rifiuti come fonte di energia. Il legi- slatore prevede tra l’altro che le pubbliche amministrazioni debbano favorire il rispetto di questa gerarchia attraverso vari modi come la promozione delle tecnologie pulite e lo sviluppo di prodotti a basso impatto ambientale 4 . E’ importante sottolineare che soltanto le materie classificate come rifiuti sono assoggettate alle disposizioni della parte quarta del decreto 152/2006, come modificato dal 205/2010, riguardanti la gestione dei rifiuti e gli obblighi sulla tracciabilità degli stessi. 2 Articolo 183 del D.lgs. 152/2006, come modificato dal D.lgs. 205/2010. La vecchia nozione di rifiuto prevede due parametri da considerare l’appartenenza alle categorie indicate nell’allegato A della parte quarta del D.lgs. 152/2006 e la volontà del detentore di disfaresene. 3 La lettera f del art. 183 del D.lgs. 205/2010 prevede: ―E’ produttore di rifiuti il soggetto la cui attività produce rifiuti (produttore iniziale) o chiunque effettui operazioni di pretrattamento, di miscelazione o altre operazioni che hanno modificato la natura o la composizione di detti rifiuti‖. 4 Comma 5, articolo 4 del D.lgs. 205/2010.
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L'implementazione del SISTRI nella tracciabilità dei rifiuti: vantaggi e criticità

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Informazioni tesi

  Autore: Angela Flocco
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economico-aziendali
  Relatore: Alberto Simboli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 157

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ecomafia
d.lgs.152/2006
mud
sistri
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direttiva 98/2008/ce
registro di carico/scarico
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