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La decisione precauzionale tra normazione, amministrazione e giurisdizione

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16 marino del Mar Baltico del 22 marzo 1974, laddove si afferma che gli Stati “must adopt a precautionary approach and not wait for full and undisputed scientific proof of harmful effects before taking action to prevent and abate pollution”. Il secondo documento è la Convenzione sull’inquinamento marino, adottata il 4 giugno 1974, la quale prevede che l’azione degli stati debba esserci “even where there is not scientific evidence to prove a causal link between emissions and effect”. Qualche anno dopo, nel 1982, è stato emanato quello che generalmente è riconosciuto come il primo documento che menziona espressamente il principio di precauzione, ovvero la Carta Mondiale della Natura. Tale atto è stato approvato con la risoluzione n.37/7 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite; all’interno del testo, precisamente al principio 11b, si legge: “Le attività che comportano un elevato grado di rischio per la natura saranno precedute da un esame esaustivo; i loro promotori dovranno dimostrare che i benefici previsti prevalgano sui potenziali danni per la natura e, nei casi in cui gli effetti nocivi eventuali di queste attività sono perfettamente conosciuti, le attività stesse non devono essere intraprese”. Rispettivamente negli anni 1987 e 1990 si sono svolte la seconda e la terza Conferenza internazionale sulla protezione del Mare del Nord. Nelle dichiarazioni ministeriali conclusive di tali incontri si sanciva la necessità di “una strategia di precauzione … al fine di proteggere il Mare del Nord dai potenziali effetti dannosi delle sostanze pericolose … tale strategia può richiedere l’adozione di misure di controllo delle emissioni di tali sostanze prima che sia stabilito formalmente un legame di causa ed effetto sul piano scientifico”. Inoltre, si statuiva che “ i governi firmatari devono adottare il principio di precauzione, vale a dire adottare misure volte ad evitare gli impatti potenzialmente nocivi di sostanze che sono persistenti, tossiche e suscettibili di accumulazione biologica, anche quando non vi sono prove scientifiche dell’esistenza di un nesso causale tra le emissioni e gli effetti”. 8 8 F. DE LEONARDIS, Il principio di precauzione nell’amministrazione di rischio, cit., p. 6 e ss. L’ Autore riporta, quali ulteriori esempi di testi internazionali che recepiscono il principio di precauzione, il preambolo alla Convenzione sulla diversità biologica del 1992, il quale dispone che: “laddove esista minaccia di una riduzione
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La decisione precauzionale tra normazione, amministrazione e giurisdizione

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Informazioni tesi

  Autore: Ilenia Mauro
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Marcello Cecchetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 132

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