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Diritto di accesso e diritto alla riservatezza

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s’inserisce a livello comunitario nel più generale diritto all’informazione dei cittadini rispetto all’organizzazione e all’attività amministrativa. 14 Oggetto di dispute giurisprudenziali è stato, poi, anche il tema dell’applicabilità delle norme in esame, in materia di accesso agli atti di diritto privato posti in essere dall’amministrazione pubblica. La giurisprudenza, prevalentemente, accoglieva l’indirizzo dottrinale propenso a circoscrivere la sfera oggettuale del diritto di accesso, ai soli atti inerenti attività almeno latamente riconducibili all’esercizio di potestà, o comunque di strumenti pubblicistici, escludendo l’esercizio del diritto di accesso in relazione ad attività di diritto privato. 15 In un secondo momento, poi, il Consiglio di Stato è giunto ad affermare il princípio secondo cui devono ritenersi documenti amministrativi, e in quanto tali, potenziale oggetto del legittimo esercizio del diritto di accesso, non solo quelli relativi ad atti che sono espressione di poteri autoritativi della pubblica amministrazione, ma anche quelli relativi ad atti di diritto privato, posti in essere dall’amministrazione, e finalizzati, al pari dei primi, alla cura concreta degli interessi della collettività. 16 Il diritto di accesso non può essere riconosciuto, invece, in presenza di attività esclusivamente privatistica attuata dall’amministrazione, dove essa agisce come un soggetto privato e non è titolare di potere, un’attività che da luogo ad atti contrattuali di natura civilistica, in ordine alla quale l’amministrazione è carente di qualsivoglia discrezionalità amministrativa e che non può qualificarsi come procedimento amministrativo. 17 Nel dare soluzione alla questione dell’ammissibilità del diritto di accesso con riferimento all’attività di diritto privato della pubblica amministrazione, l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, nelle pronunce n. 4 e 5 del 1999 rimarca che, «ciò che assume importanza, è che l’attività, ancorché di diritto privato costituisca, nella sua essenza, cura di un interesse pubblico e, soprattutto, debba essere espletata nel rispetto del canone d’imparzialità». 18 Nella definizione di documento amministrativo, ex art. 22, lett. d), della legge n. 241/1990, come modificata nel 2005, il legislatore ricomprende espressamente quegli atti detenuti da una pubblica amministrazione e concernenti attività di pubblico interesse, indipendentemente dalla natura pubblicistica o privatistica della loro disciplina sostanziale. Il legislatore, in tal modo, recepisce gli esiti dell’evoluzione 14 Ad. Plen. Cons. St., 18 aprile 2006, n. 6, in Foro amm. C.d.S., Giuffrè, Milano, 2006, v. 4, p. 1119, dove la plenaria richiama le disposizioni della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, Art. 11 «Libertà di espressione e d'informazione» e Art. 41 «Diritto ad una buona amministrazione». 15 Cons. St., Sez. IV, 5 giugno 1995, n. 412, in Giorn. dir. amm., IPSOA, Milano, 1995, v. 11, p. 1061, con nota di A. SANDULLI. 16 Cons. St., Sez. IV, 4 febbraio 1997 n. 82, in Giur. it., U.T.E.T., Torino, 1997, III, v. 1, p. 1498, con nota di E. CANNADA BARTOLI, Accesso ad atti di diritto privato di pubbliche amministrazioni. 17 Cons. St., Sez. IV, 15 gennaio 1998, n. 14, in Guida al diritto, 1998, v. 10, p. 78, con commento di O. FORLENZA, Sul diritto soggettivo all'informazione un orientamento che suscita perplessità. 18 Ad. Plen. Cons. St., 22 aprile 1999, n. 4-5, in Foro amm., Giuffrè, Milano, 1999, v. 3-4, p. 593; più di recente Cons. St., Sez. IV, 18 marzo 2008, n. 1363 in www.giustizia-amministrativa.it/ricerca2/index.asp
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Informazioni tesi

  Autore: Donato Lepore
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Girolamo Sciullo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 127

FAQ

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