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L’immigrazione a tutto schermo. Rappresentazione del migrante nel cinema italiano contemporaneo

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15 farlo sentire meno in colpa per questa realtà tragica e di cui anch’egli, indirettamente, è colpevole. “Perché a te piace stare con noi” gli chiede il giovane Kwau mentre riposano dopo aver spalato chili e chili di letame…il professore gli risponde: “perché mi sento uno come voi, mi piace tutto quello che fate voi, mi piace come cucinate, come mangiate, come cantate, come ballate, come suonate e poi imparo cose nuove”. E così il professore lavora con i neri, mangia con i neri, li fotografa e mette tutte le loro foto in un prezioso album che poi mostrerà a Kwau fiero e orgoglioso del suo essere “amico dei neri”. Con Eleonora Kwau trova l’amore, un amore intenso, vero, ma non accettato, “che si trascina addosso la diversità e gli sguardi infastiditi della gente” 25 e che dunque è inevitabilmente destinato a concludersi tragicamente attraverso l’ulteriore umiliazione e gli insulti verbali dei motociclisti. Particolarmente ben riuscita è la scena del bacio sotto il balcone di Romeo e Giulietta, e la scena di sesso in cui i due corpi, così diversi sembrano unirsi in una sola passione (lo stesso stratagemma lo rivedremo in Bianco e Nero di Cristina Comencini) annullando tutte le differenze sociali e culturali. I due innamorati rivivono così “un’aggiornata e incruenta tragedia di due moderni Romeo e Giulietta, divisi dall’intolleranza di una società incapace di capire il diverso”. 26 L’umiliazione di stampo razzista e umano è una costante che il protagonista deve subire lungo le tappe del suo viaggio che lo vede risalire la Penisola da Caserta a Roma e da Verona a Francoforte. La prima si ha durante il breve soggiorno di Kwau nel casertano, in cui il giovane protagonista è costretto a lavorare per dodici ore al giorno raccogliendo pomodori e spalando letame e osserva impotente al pestaggio del suo amico “professore”. Particolarmente significativo e toccante è il dialogo tra i due: Kwau: “Che razza di Paese è questo! Mio fratello è sparito, a te hanno spaccato il braccio a causa mia!” Professore: “Ma tu cosa pensavi di trovare in questo paese di merda, amicizia, solidarietà!? Sono tutte stronzate! Qua contano solo i soldi!” Kwau: “Ma come, non siamo amici?” Professore: “Si ma siamo due disgraziati! Te ne devi andare, vattene, che se ci acchiappano qua tutti e due ci ammazzano!” La seconda umiliazione, seppur non direttamente subita dal protagonista, si ha nella Valle Aurelia (soprannominata nel film “Valle dell’Inferno”) a Roma, un luogo dove serpeggia la prostituzione, la rabbia, la fame, la disperazione ma anche la speranza; ed è qui che Kwau conosce la fidanzata del fratello Pummarò 25 G. Bogani, in La Nazione, 13 settembre 1990 26 A.Viganò., in Il Secolo XIX, 8 settembre 1990
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L’immigrazione a tutto schermo. Rappresentazione del migrante nel cinema italiano contemporaneo

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Informazioni tesi

  Autore: Vincenzo Piperno
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo
  Relatore: Silvio Alovisio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 217

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Parole chiave

immigrazione
cinema
temi sociali
cinema e immigrazione
rappresentazione cinematografica
flussi migratori
migrante

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