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I non-luoghi del consumo e della socialità

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13 falco e molti altri). Hall dice che il motivo che spinge una specie ad amare o meno il contatto con i propri consimili non sia un fatto facile da spiegare, tuttavia constata che le specie amanti del contatto, essendo piø "coinvolte" vicendevolmente, possono avere un'organizzazione sociale migliore e piø adatta a sfruttare le risorse dell'ambiente, oltretutto pare sopportino meglio le situazioni di sovraffollamento. Il primo ad utilizzare il termine di distanza individuale o personale applicato al mondo animale è stato Hediger nel 1941, potremmo intendere questa distanza come "… una bolla invisibile che circonda l'organismo" 8 e che si muove con l'animale, che non ha alcun riferimento topografico, e normalmente non è consentito a nessun altro individuo di penetrarvi. La distanza individuale è in buona sostanza la distanza minima che intercorre tra due individui appartenenti a una specie non amante del contatto. Per fare un esempio pratico, basta osservare la distribuzione degli uccelli che riposano sui fili del telefono e si noterà subito come c'è una sorta di distanza minima tra gli individui che non viene mai ridotta. Quando le bolle di due individui si intersecano gli animali entrano nella sfera del contatto intimo. Pare esserci una stretta correlazione tra il ruolo sociale svolto da un individuo e la grandezza della sua bolla, maggiore ruolo gerarchico, maggiore lo spazio personale e viceversa. Oltrettutto il sistema dei rapporti spaziali pare essere, nel mondo animale,un ottimo mezzo, se non il fondamentale per controllare l'aggressività e per fissare in modo semplice e univoco un ordine sociale. La distanza sociale è quella che un animale può interporre tra sØ e gli altri membri del proprio gruppo senza perderne i contatti. In realtà come ci dice Hall "… non è semplicemente la distanza oltre la quale l'individuo perde i contatti col suo branco cioè non potrà piø vedere, udire o fiutare i suoi compagni; è piuttosto un limite psicologico, passato il quale l'animale comincia manifestamente a sentirsi ansioso. Possiamo pensarla come una fascia nascosta che tiene insieme il gruppo ". 9 Si tratta quindi di una distanza fondamentale per la sopravvivenza, perdere il proprio gruppo spesso significa la morte, tuttavia questa distanza non è fissata in maniera pressocchØ immutabile come lo sono le altre, infatti dipende da specie a specie e 8 HALL EDWARD T., (1968), op. cit. p. 22 ss. 9 HALL EDWARD T., (1968), op. cit. p. 24 ss.
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I non-luoghi del consumo e della socialità

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Informazioni tesi

  Autore: Antonella Lisa Borgaro
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Comunicazione per le imprese e e le istituzioni
  Relatore: Sergio Bernardino Scamuzzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 177

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