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Dolus in re ipsa

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  11   La sorte di questa istituto parve, dunque, imboccare la parabola discendente allorchè venne espunto dal codice penale bavarese e lo stesso Feuerbach abdicò alle sue originarie argomentazioni, recependo il disagio espresso pressoché unanimemente dalla dottrina. Senonché le istanze probatorie in tema di elemento subiettivo, abbandonati gli schemi apertamente presuntivi ripiegarono su moduli di accertamento di carattere inferenziale, ad essi pur sempre contigui. Si argomentava che l’investigazione dell’elemento psicologico dell’illecito penale doveva imprescindibilmente prendere le mosse dalle modalità di commissione del fatto, estrapolando dalle connotazioni temporali, spaziali, modali e dalle circostanze antecedenti, concomitanti e susseguenti ogni possibile indice sintomatico della dolosità dell’atto. Siffatto modello probatorio inferenziale venne designato dolus ex re assurgendo a vero e proprio concetto autonomo 30 : esso, infatti, registrava uno scostamento dal sistema della prova legale ereditato dal processo romano-canonico che in via generale proibiva la prova indiziaria 31 . E il dolus ex re altro non era che un esempio di applicazione pratica della struttura generale della prova indiziaria in materia di elemento psicologico. Non può sfuggire che questa apparente nuova categoria dogmatica ben poco aveva di contenutistico, semmai molto di procedurale; essa del resto affondava le radici in una tradizione ricca di illustri precedenti romanistici: a tacer d’altro, basti richiamare alla memoria la già citata L. 6 Cod. de dolo malo che ammoniva il giudicante a inferire il dolo ex indiciis perspicuis o la pletora di altre locuzioni che costellano i frammenti collazionati nel Digesto che esprimono le stesso concetto (ex re, ex facto).                                                            30 VON WEBER descrive il dolus ex re come “quel dolo criminale che si può riconoscere in modo sicuro già dalla specie e dalle modalità di perpetrazione del delitto, dalle circostanze esteriori dell’azione concreta, senza che lo stesso reo lo confessi e senza che occorra tale confessione. Questo cosiddetto dolus ex re non ha alcun peculiare carattere interiore, ma soltanto un significato in relazione alla formazione della prova, in quanto la sua dimostrazione non richiede la confessione del reo, altrimenti necessaria per l’esistenza del dolo, ma avviene già attraverso una conclusione dal modo”. 31 Divieto reiterato dalla Constitutio criminalis carolina emanata dall’imperatore Carlo V nel 1532.
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Informazioni tesi

  Autore: Angelo Roberto Cerroni
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Vincenzo Scordamaglia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 149

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Parole chiave

presunzione
sillogismo
accertamento
massime d'esperienza
prova indiziaria
dolus
dolo

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