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Il trade marketing nel settore degli elettrodomestici bianchi: il caso Electrolux

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Per il 1999, le vendite sono salite ma solo di quattro cinque punti percentuale e con un ruolo trainante svolto dalla domanda estera. 1 Negli primi anni successivi al 2000, il contesto politico internazionale si presentava incerto, il quadro economico non dava una visione ottimistica sul futuro e il rialzo dei prezzi risultava eccessivo all’interno del settore di beni durevoli, si può quindi definirlo come un quadro improntato sulla stazionarietà. Tra i consumatori europei si parla di “eurodiffidenza”, in quanto sempre di più trovano inconvenienti nell’uso dell’euro; gli italiani, poi, hanno dei pregiudizi derivanti dallo slittamento generalizzato dei prezzi verso l’alto, che porta inflazione e che porta il consumatore a una costante conversione euro in lira al momento d’acquisto. Le previsioni del budget familiare appaiono differenziate a seconda delle aree di consumo, penalizzando diversi segmenti dei beni durevoli nei quali l’atto d’acquisto è frequentemente legato alla sostituzione di beni già in possesso, si nota una diminuzione di spesa e uno speculare aumento della quota di reddito destinata al risparmio. Il prezzo non pare essere, però l’unica discriminante valutata anzi esso va parametrizzato con la qualità, il livello di servizio annesso, con l’obiettivo di ottenere una buona combinazione qualità/prezzo. Il consumatore è sempre più attratto dalla possibilità di fare acquisti a credito, con finanziamenti rateali. Nel 2003 il fatturato italiano dell’industria degli elettrodomestici ha raggiunto i 9,8 miliardi di euro (+3%), il valore delle esportazioni è stato di 6,5 miliardi (+2,5%), mentre quello delle importazioni è aumentato a 1,3 miliardi (+10,7%). Il mercato interno è aumentato del 5,8%, grazie alla domanda dei piccoli elettrodomestici, frigoriferi e congelatori. Per gli elettrodomestici bianchi di basso prezzo è in sensibile aumento l’importanza della produzione turca, in forte sviluppo presso le catene distributive europee. A ben vedere, il settore presenta quindi una certa controtendenza allo scenario generale dei beni durevoli e questo dovuto al fatto che la competitività viene mantenuta attraverso la segmentazione dei marchi, l’innovazione tecnologica, l’evoluzione estetica e del design. Il bilancio del 2004 non evidenzia risultati brillanti e il comparto dei beni durevoli ha risentito del clima di incertezza riguardo alla forza della crescita americana e in particolare della componente dei consumi. L’indice del settore ha fatto registrare una performance migliore dell’indice generale nei primi mesi dell’anno, ma ha poi ripiegato violentemente, registrando nell’anno una performance negativa del 2,7% con una sottoperformance del 3,5% rispetto all’indice generale. 2 Nel 2006, il boom del credito al consumo ha fatto aumentare le vendite degli elettrodomestici: il mercato italiano ha assorbito circa l’8% in più di “bianco”, cioè più di 7 milioni di pezzi tra lavatrici, frigoriferi, congelatori, lavastoviglie, cucine, forni, cappe e asciugatrici. Tuttavia, nel 1 Fonte: Largo Consumo, n.11/1999. Carpaneto Ferrari, ELETTRODOMESTICI BIANCHI VERSO NUOVI CIRCUITI. 2 Fonte: Largo Consumo, Mercato Italia/edizione 2004 Beni Durevoli. Speciale: MERCATO ITALIA RAPPORTO SULLO STATO DELLE IMPRESE. 9
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Il trade marketing nel settore degli elettrodomestici bianchi: il caso Electrolux

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Informazioni tesi

  Autore: Barbara Peloso
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Economia
  Corso: Management per l'impresa
  Relatore: Roberta Maria Sebastiani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 152

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