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Le direttive comunitarie in materia di crisi e ristrutturazione d'impresa

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11 di “armonizzazione” comunitaria e che, paradossalmente, trova proprio nelle materie di riferimento delle tre direttive il terreno del suo tendenziale superamento 33 . Operando una scansione temporale più puntuale, si può affermare che fino agli anni Sessanta l’armonizzazione comunitaria ha vissuto la fase della cosiddetta “integrazione negativa”, volta cioè all’eliminazione di ogni potenziale ostacolo, diretto o indiretto, alla creazione e al corretto funzionamento del mercato unico europeo; durante gli anni Settanta si è passati alla fase della cosiddetta “integrazione positiva”, all’interno della quale si riconobbe nelle direttive comunitarie lo strumento più idoneo al perfezionamento del processo di armonizzazione; a partire dagli anni Ottanta, infine, si inaugura la sua fase di declino 34 . Le citate direttive di prima generazione si collocano, dunque, nella fase dell’integrazione positiva nella quale si gettano le basi per un’unione monetaria ed economica accompagnata da misure di carattere sociale, alla luce del principio secondo cui «l’espansione economica non è un fine in sé, ma deve tradursi in un miglioramento della qualità e del livello di vita» 35 , declinandosi in tre obiettivi piuttosto ambiziosi: la realizzazione del pieno e migliore impiego, il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, la partecipazione delle parti sociali alle decisioni economico-sociali della Comunità e dei lavoratori (come anche i sindacati e le organizzazioni dei datori di lavoro) alla vita delle imprese 36 . Il mezzo tramite il quale pervenire a tali obiettivi fu individuato nell’art. 100 del Trattato (v. supra, par. 1), uno strumento di carattere generale sulla base del quale, con decisione all’unanimità, approvare direttive che rispondessero sia ad una logica di armonizzazione funzionalista, volta all’eliminazione degli ostacoli alla libera concorrenza (come le direttive di cui ci si occupa in questo lavoro ed in particolare quelle in materia di licenziamenti collettivi e di trasferimento d’azienda), sia ad una logica di armonizzazione coesiva, volta ad allineare le legislazioni interne degli Stai membri intorno ai principi costituzionalizzati nei trattati (come ad esempio il principio della parità dei sessi, di cui le direttive di 33 Cfr. A. Lo Faro, Le direttive in materia di crisi e ristrutturazioni d’impresa, cit., p. 395. 34 Cfr. S. Giubboni, Diritti e politiche sociali nella “crisi” europea, in WP C.S.D.L.E. “Massimo D’Antona”, INT-17/2004, p. 7; A. Bellavista, Armonizzazione e concorrenza tra ordinamenti nel diritto del lavoro, in WP C.S.D.L.E. “Massimo D’Antona”, INT-47/2006, p. 11. 35 Bollettino CEE, supplemento n. 2/74. 36 Cfr. M. Roccella, T. Treu, op. cit., p. 11.
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Le direttive comunitarie in materia di crisi e ristrutturazione d'impresa

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Ciminiello
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze del Governo e dell'Amministrazione
  Relatore: Mariapaola Aimo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 268

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Parole chiave

trasferimento d'impresa
crisi e ristrutturazione d'impresa
insolvenza datoriale
licenziamenti collettivi
diritto comunitario
diritto del lavoro
tutela dei lavoratori

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