Le direttive comunitarie in materia di crisi e ristrutturazione d'impresa

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13 relative alla tutela della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro, all’orario di lavoro, ai lavori atipici, è altrettanto vero che, negli intenti comunitari, iniziava a prendere vita una nuova linea di intervento «espressamente basata su strumenti regolativi di carattere non legislativo» 44 . Il nuovo corso, anelante alla promozione di un «coordinamento per obiettivi, realizzato nelle forme tipiche del soft law, ossia mediante strumenti regolativi non vincolanti variamente configurati – adozione di linee guida comuni (guidelines), individuazione di benchmarks per la misurazione delle performances nazionali, promozione e trasferimento di “buone pratiche”, sorveglianza multilaterale dei governi nazionali (peer review) –, nonché attraverso sanzioni dissuasive per gli Stati che si discostino dagli orientamenti comunitari» 45 , prende il nome di Metodo aperto di coordinamento (MAC) ed è stato formalmente sancito e consacrato dal Trattato di Amsterdam (1997) 46 . 44 A. Lo Faro, Le direttive in materia di crisi e ristrutturazioni d’impresa, cit., p. 396. 45 M. Roccella, T. Treu, op. cit., p. 23. 46 Per una trattazione puntuale ed analitica dei passi intermedi fondamentali che hanno portato all’affermazione del Metodo aperto di coordinamento v. M. Roccella, T. Treu, op. cit., pp. 13-36. Essi coincidono con le modifiche apportate al Trattato di Roma a partire dal 1986, che possono essere sintetizzate in quattro passaggi. Il primo passaggio è segnato dall’entrata in vigore dell’Atto unico europeo (AUE) il 1° luglio 1987, che con l’introduzione dell’art. 118 A (v. supra, p. 3), il quale sostituisce la regola dell’unanimità con quella della maggioranza per l’ambiente di lavoro, cerca di contrastare e aggirare l’ostruzionismo britannico, e dall’approvazione della Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori nel 1989 (v. supra, p. 3), che controbilanciava gli scarsi contenuti sociali in favore dei lavoratori dell’AUE, sebbene non avesse valore vincolante. Il secondo passaggio coincide con l’entrata in vigore, il 1° Novembre 1993, del Trattato sull’Unione europea (firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992) che, con un protocollo separato ed un Accordo sulla politica sociale (APS), apre una fase di integrazione sociale “a due velocità”. Gli artt. 117 e 118 vengono riscritti introducendo una competenza concorrente in materia di occupazione, diritto al lavoro e condizioni di lavoro, formazione e perfezionamento professionale, sicurezza sociale, tutela contro gli infortuni e le malattie, igiene del lavoro, diritto sindacale e trattative collettive tra lavoratori e datori di lavoro, e la facoltà del Consiglio di adottare direttive a maggioranza qualificata. Gli artt. 3 e 4 dell’APS rafforzano il metodo negoziale affidando alle parti sociali sia un ruolo consultivo (obbligo di consultazione delle parti sociali a carico della Commissione in caso di interventi in campo sociale), sia un ruolo normativo (potere di iniziativa legislativa diretta delle parti sociali tramite accordi contrattuali). Il terzo passo fa riferimento all’entrata in vigore, il 1° maggio 1999, del Trattato di Amsterdam che, con l’incorporamento dell’APS nel Trattato, supera la fase dell’integrazione “a due velocità” e, inoltre, introducendo un nuovo titolo sull’occupazione, legittima formalmente la Comunità a legiferare in una materia fino ad allora di competenza esclusiva degli Stati membri. Il quarto ed ultimo passaggio si è registrato con l’entrata in vigore, il 1° Febbraio 2003, del Trattato di Nizza volto a definire quelle riforme istituzionali necessarie al corretto funzionamento delle istituzioni comunitarie dopo l’allargamento dell’Unione a 25. In occasione del vertice di Nizza (dicembre 2000), è stata firmata la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea che, a dispetto della sua solennità, rimaneva una dichiarazione priva di efficacia vincolante. La svolta decisiva in merito a quest’ultimo aspetto si è infine avuta con l’entrata in vigore, il 1° dicembre 2009, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea che, con l’inserimento di un rinvio alla Carta dei diritti fondamentali, ha conferito a quest’ultima, dopo tanta attesa, valore giuridico vincolante.

Anteprima della Tesi di Andrea Ciminiello

Anteprima della tesi: Le direttive comunitarie in materia di crisi e ristrutturazione d'impresa, Pagina 12

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Andrea Ciminiello Contatta »

Composta da 268 pagine.

 

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