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Le direttive comunitarie in materia di crisi e ristrutturazione d'impresa

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9 delle parti sociali ai processi decisionali della Comunità in ambito economico e sociale e dei lavoratori alla vita delle imprese 25 . Pare ragionevole accogliere questa terza chiave di lettura 26 , alla luce di un’opera di legislazione che, nel periodo compreso tra il 1975 e il 1980, si caratterizzava certamente per le venature “sociali” delle sue linee programmatiche, ma che rimaneva al contempo ancorata ad un primigenio quadro di riferimento di natura inequivocabilmente economica. A cambiare non fu, dunque, la cornice all’interno della quale si declinavano gli interventi sociali del legislatore comunitario, ma l’intensità di quest’ultimi 27 . Le preoccupazioni e le problematiche da cui sono derivati gli stimoli per l’ intervento comunitario sopra descritto, lungi dall’essersi esaurite, hanno continuato a tenere impegnati sia il legislatore europeo sia la Corte di Giustizia: i fenomeni, e le conseguenze da essi discendenti, affrontati dalle direttive in oggetto possono essere considerati delle costanti delle economie di mercato, idonei cioè a ripresentarsi nel tempo con gradi di intensità diversi 28 . Proprio per questo le autorità comunitarie sono tornate a confrontarsi con simili tematiche in tre occasioni: nel 1992 a proposito dei licenziamenti collettivi, nel 1998 a proposito del trasferimento d’impresa, nel 2002 a proposito dell’insolvenza del datore di lavoro. L’ampio e ricco dibattito sviluppatosi sia nell’ambito della dottrina, sia in quello giurisprudenziale (con in testa la Corte di Giustizia europea), sulle discipline comunitarie in oggetto (con il trasferimento d’azienda a ricoprire, in tal senso, il “ruolo del leone”), sono un ulteriore testimonianza della larghissima attenzione ad esse rivolta 29 . Alla base delle direttive di “seconda generazione” si ritrovano in buona misura le medesime rationes socioeconomiche e i medesimi sistemi di tutela che hanno contraddistinto le loro antenate. A mutare sono i fondamenti giuridici utilizzati per la loro adozione, che, in particolare, fanno riferimento alle norme contenute nell’Accordo sulla politica sociale (APS), firmato a Maastricht nel 25 Terza chiave di lettura, questa, rinvenibile in P. Davies, The emergence of European Labour Law, in W. McCarthy (a cura di), Legal Intervention in Industrial Relations. Gains and Losses, Oxford, Blackwell, 1992, p. 326. 26 Così A. Lo Faro, Le direttive in materia di crisi e ristrutturazioni d’impresa, cit., p. 395. 27 Cfr. P. Davies, The emergence of European Labour Law, cit., p. 326. 28 Cfr. M. Roccella, T. Treu, op. cit., p. 381. 29 Ivi, p. 382.
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Le direttive comunitarie in materia di crisi e ristrutturazione d'impresa

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Ciminiello
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze del Governo e dell'Amministrazione
  Relatore: Mariapaola Aimo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 268

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Parole chiave

trasferimento d'impresa
crisi e ristrutturazione d'impresa
insolvenza datoriale
licenziamenti collettivi
diritto comunitario
diritto del lavoro
tutela dei lavoratori

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