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La normativa comunitaria in materia di orario di lavoro

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19 quanto accadrebbe se il divieto riguardasse solo le lavoratrici, per effetto di una simile disciplina gli uomini finiscono col godere di maggiori possibilità d'impiego 54 . Con riguardo ad una «discriminazione individuabile non nel principio del divieto del lavoro notturno, applicabile indistintamente agli uomini e alle donne, ma nelle deroghe ad esso apportate», la Corte ha riaffermato la ragione ispiratrice già emersa nella sua precedente giurisprudenza: segnatamente, quanto al caso specifico, afferma che l’art. 5 della direttiva n. 76/207 «osta a che uno Stato membro mantenga in vigore nella sua normativa deroghe a un divieto generale del lavoro notturno che sono ore subordinate a condizioni più restrittive per le donne rispetto agli uomini e che non possono essere giustificate né dalla necessità di garantire la protezione della condizione biologica della donna, né dalle relazioni particolari fra la donna e il figlio» 55 . Le sentenze Levy e Minne, in definitiva, hanno consentito alla Corte di giustizia di ribadire il significato di fondo della propria giurisprudenza in materia di lavoro notturno femminile nel senso di una più chiara salvaguardia del «principio di parità nell’accesso al lavoro», poiché, a fronte di attività sicuramente nocive per la salute di chi vi sia addetto, ma non tali da comportare rischi apprezzabilmente diversi nei confronti delle lavoratrici, sono stati censurati quei divieti legali atti a determinare un’irragionevole riduzione delle possibilità di lavoro delle donne rispetto agli uomini 56 . Infine, la mancata illegittimità delle norme nazionali che vietano il lavoro notturno delle donne incinte, ossia in presenza di specifiche cause di natura biologica che giustificano pertanto un trattamento temporaneamente differenziato 57 , senza pregiudizio del principio di parità di trattamento (principio contenuto nella sentenza Stoeckel al punto 3), è stata ribadita dalla Corte nelle sentenze Habermann 58 e Webb 59 . 54 Ibidem. 55 Ivi, p. 58. 56 Ibidem. 57 Per una più recente conferma dell’orientamento in esame, v. Corte di giustizia 1 febbraio 2005, C-203/03, Commissione delle Comunità europee c. Repubblica d’Austria, in Racc., 2005, p. 935. 58 Corte di giustizia 5 maggio 1994, C-421/92, Gabriele Habermann-Beltermann c. Arbeiterwohlfahrt, Bezirksverband Ndb./Opf. E. V., in Racc., 1994, p. 1657. 59 Corte di giustizia 14 luglio 1994, C-32/93, Carole Louise Webb c. EMO Air Cargo (UK) Ltd, in Racc., 1994, p. 3567.
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La normativa comunitaria in materia di orario di lavoro

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Informazioni tesi

  Autore: Barbara Licenziato
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze del Governo e dell'Amministrazione
  Relatore: Mariapaola Aimo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 185

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Parole chiave

direttive comunitarie
sentenze della corte di giustizia
diritto dell'unione europea
orario di lavoro
art. 118a
clausola di opt-out
riposo settimanale
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