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La normativa comunitaria in materia di orario di lavoro

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10 ampiamente condivisa la consapevolezza che si dovesse conferire un’anima sociale al processo federativo, visti i primi importanti ritardi dello stesso, cercando così di avvicinare i cittadini ad un’entità che appariva loro ancora astrattamente lontana 12 . Segnatamente, la Raccomandazione del Consiglio del 22 luglio 1975, n. 457 13 , «relativa al principio della settimana di quaranta ore e al principio delle quattro settimane di ferie annue retribuite», è il primo provvedimento di soft law in materia di orario di lavoro, rimasto pertanto sprovvisto di effetti cogenti. Tale Raccomandazione, con la quale il Consiglio suggerisce di procedere, per via legislativa o negoziale (tramite contratti collettivi), ad una riduzione generalizzata dell’orario di lavoro a quaranta ore settimanali 14 , a parità di salario, appare in continuità con le tradizionali finalità protettive della disciplina dell’OIL 15 . Il Consiglio raccomanda, in questa sede, agli Stati membri, di applicare il principio delle quaranta ore «conformemente alla pratica ed alle condizioni nazionali esistenti, per via legislativa ovvero incoraggiando le parti sociali a concludere contratti collettivi […] in tutta la Comunità e in tutti i settori, entro il 31 dicembre 1978 […]» (punto 1). Il suddetto principio poteva, ad ogni modo, avere un’applicazione flessibile sia in riferimento a «certi settori e attività», sia in merito al termine finale indicato (il 31 dicembre 1978), previo accordo «tra le parti direttamente interessate» e con la possibile esclusione di «taluni settori e attività a causa della loro specifica natura». Quanto al principio della «durata minima delle ferie annue retribuite, per le persone che soddisfano a tutte le condizioni richieste per beneficiare di pieno diritto alle ferie», doveva, «a scelta degli Stati membri, o essere di quattro settimane o corrispondere all’esonero da un numero di giorni lavorativi pari al quadruplo di quello convenuto per settimana; l'applicazione di questo principio implica[va] che i giorni festivi legali retribuiti, che cadono nel periodo delle ferie annue retribuite, [fossero] compensati con un pari numero di giorni da aggiungersi alle ferie annue retribuite» (punto 3). 12 V. Ferrante, Orario e tempi di lavoro, in F. Carinci, A. Pizzoferrato (a cura di), Diritto del lavoro dell’Unione Europea, Torino, Utet Giuridica, 2010. 13 GUCE 30 luglio 1975, n. L 199, p. 32. 14 «Il Consiglio delle Comunità Europee […] raccomanda agli Stati Membri di prendere le misure adeguate conformemente alla pratica ed alle condizioni nazionali esistenti , per via legislativa , ovvero incoraggiando le parti sociali a concludere contratti collettivi , ovvero con ogni altro mezzo per raggiungere i seguenti fini […]». 15 Cfr. G. Ricci, Orario di lavoro, in S. Sciarra, B. Caruso (a cura di), Il lavoro subordinato, cit., p. 149.
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Informazioni tesi

  Autore: Barbara Licenziato
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze del Governo e dell'Amministrazione
  Relatore: Mariapaola Aimo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 185

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Parole chiave

direttive comunitarie
sentenze della corte di giustizia
diritto dell'unione europea
orario di lavoro
art. 118a
clausola di opt-out
riposo settimanale
riposo giornaliero
ferie

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