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La normativa comunitaria in materia di orario di lavoro

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13 proposta di Raccomandazione prendeva le mosse proprio dal binario della «riduzione dell’orario e riduzione della disoccupazione», ma, come si è già visto, non fu approvata, né venne ripresentata. Un nuovo slancio all’adozione di norme comunitarie in materia di orario sembrò venire dalla Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali 24 , approvata dal Consiglio europeo di Strasburgo nel dicembre 1989 25 . Tra i suoi obiettivi vi è quello relativo al «miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro», da realizzarsi «soprattutto per quanto riguarda la durata e l’organizzazione dell’orario di lavoro e le forme di lavoro diverse dal lavoro a tempo determinato» (art. 7 della Carta) e quello relativo all’assunto che «ogni lavoratore della Comunità Europea ha diritto al riposo settimanale e a ferie retribuite i cui periodi devono essere via via ravvicinati, in modo da ottenere un progresso, conformemente alle prassi nazionali» (art. 8). Il valore programmatico della Carta di Strasburgo ed il rifiuto inglese di aderirvi impedirono tuttavia a tale nuova iniziativa comunitaria di procedere innanzi su solide basi 26 . Ad ogni modo, tali enunciati paiono ulteriormente sviluppati nel Programma d’azione finalizzato all’attuazione della Carta dei diritti sociali del 1989 27 . In quella sede, la Commissione sostenne la necessità di approvare, in tempi brevi, una direttiva sulla «ristrutturazione del tempo di lavoro», recuperando, in tal modo, la terminologia già utilizzata negli interventi degli anni ’70. Essa pone l’accento su concetti importanti quali «ristrutturazione», «flessibilità» ed «organizzazione» del tempo di lavoro, valutati come «elementi essenziali delle condizioni di lavoro e del dinamismo delle imprese», con un «ruolo non trascurabile nell’evoluzione del mercato del lavoro e nella creazione di nuovi impieghi» 28 . Considerando l’ampia diffusione, in molti paesi, di prassi diverse per gestire la problematica inerente l’orario di lavoro, la Commissione auspica l’emanazione di una disciplina normativa unificante, idonea a costituire il 24 Ibidem. 25 B. Bercusson, The european Community’s Charter of fundamental social rights of workers, in MLR, 1990, p. 633. 26 Cfr. V. E. Vogel-Polsky, Quel futur pour l’Europe sociale après le sommet de Strasbourg, in DrSoc, n. 2, 1990, p. 219 ss. 27 Communication from the Commission concerning its Action Programme relating to the Implementation of the Community Charter of Basic Social Rights for Workers, COM(89) 568 del 5 dicembre 1989. 28 G. Ricci, Orario di lavoro, in A. Baylos Grau, B. Caruso, M. D’Antona, S. Sciarra, Dizionario di diritto del lavoro comunitario, cit., p. 594.
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Informazioni tesi

  Autore: Barbara Licenziato
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze del Governo e dell'Amministrazione
  Relatore: Mariapaola Aimo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 185

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Parole chiave

direttive comunitarie
sentenze della corte di giustizia
diritto dell'unione europea
orario di lavoro
art. 118a
clausola di opt-out
riposo settimanale
riposo giornaliero
ferie

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