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Le problematiche dell'adulto in difficoltà: Genova e Torino due realtà a confronto

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una stessa mancanza. [...] identificare ad esempio, all'interno dello stesso paradigma dell'esclusione sociale, il disoccupato di lunga durata e il giovane di periferia in cerca di un probabile impiego, significa rischiare di non prendere in considerazione il fatto che essi non hanno né lo stesso passato, né lo stesso presente, né lo stesso avvenire, e che i loro percorsi sono totalmente diversi." ; se oggi si può parlare di un riemergere dell'insicurezza sociale, è in larga misura perché esistono frange di popolazione ormai convinte di essere state lasciate ai margini del percorso, incapaci di controllare il loro futuro in un mondo sempre più segnato dal cambiamento. Infatti se per non correre il rischio di una morte sociale è oggi necessario giocare secondo le regole del cambiamento, della mobilità, dell'adattamento permanente, del riciclaggio incessante, è evidente che certe categorie sociali non sono ben attrezzate per far fronte a questi cambiamenti e trasformazioni. Questa "minaccia", coinvolge frange di popolazione sempre più ampie, le categorie sociali più colpite non sono più quelle della classe contadina, del piccolo commercio o del lavoro autonomo alla vecchia maniera, ma sono quelle di gruppi che hanno occupato o avrebbero potuto occupare una posizione centrale nella società industriale. Vengono quindi alla luce i limiti dei sistemi di welfare state che sono chiamati a fare i conti con i mutamenti strutturali dell’organizzazione capitalistica e con le accresciute aspettative di protezione verso lo Stato: l’individuo diventa al tempo stesso fragile ed esigente, poiché è abituato alla sicurezza ed è roso dalla paura di perderla. Castel infatti parla di guasto nei sistemi di protezione, che all'interno della società salariale si erano sviluppati sulla base di condizioni lavorative stabili 10 e secondo lui una maggior sicurezza è possibile solo nell’ambito di politiche pubbliche e collettive, pena l’accentuazione delle disuguaglianze e della marginalità, che quando investono figure sociali già a rischio di esclusione danno luogo al riemergere delle classi pericolose e con esse lo slittamento della questione della sicurezza dal piano sociale a quello dell’ordine pubblico. Diversi sono quindi i fattori che portano l'individuo a trovarsi in una condizione di povertà e di esclusione: la difficoltà economica, l'insicurezza sul futuro, il danno che questo causa nelle relazioni tra le persone, e come queste tre cose si combinano vicendevolmente. L'utenza che si rivolge ai servizi non è quindi più un'utenza definita da una mancanza specifica, ma caratterizzata, appunto, da una multidimensionalità; i sociologi parlano di zona o fascia "grigia" per indicare quella fascia di popolazione 10R. Castel, L'insicurezza sociale. Cosa significa essere protetti , pp. 52-53 16
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Le problematiche dell'adulto in difficoltà: Genova e Torino due realtà a confronto

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Informazioni tesi

  Autore: Martina Sacconi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Servizio Sociale
  Relatore: Fabio Cappello Rizzarello
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 145

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Parole chiave

servizi sociali comunali
disagio abitativo
esclusione sociale
povertà
genova
torino
adulti in difficoltà

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