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Effetti di realtà nel cinema di finzione. L'uso dei documenti audiovisivi nell'ambito del racconto cinematografico

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Capitolo 1 Il rapporto tra l'immagine cinematografica ed il reale L'immagine cinematografica fa riferimento ad un modello reale, esterno ad essa, di cui è una rappresentazione. Per la sua natura al contempo indexicale (in quanto registrazione fotochimica, o fotonumerica, della realtà) ed iconica (essendo costituita da immagini e suoni somiglianti a quelli reali) essa risulta polisemica e contraddittoria 1 . La sua ambiguità si manifesta nell'opposizione tra la convinzione che l’immagine riproduca la realtà così come è (quindi ne fornisca una “copia” oggettiva) e la coscienza che ogni immagine cinematografica - a causa delle scelte di campo, durata dell'inquadratura, angolazione e colore, oltre che per la sua bidimensionalità e delimitazione all'interno di un quadro - sia una rappresentazione della realtà. Al di là delle evidenti differenze di composizione materica e di riduzione fisica, l 'immagine cinematografica si differenzia dal reale anche con riferimento alle modalità di ricezione. Lo spettatore ne fruisce unicamente attraverso il senso della vista (gli altri sensi attivi nella percezione diretta del reale vengono esclusi, con una deroga per l'udito nel caso di film sonori), sottostando a selezioni spaziali e costrizioni temporali eterodeterminate 2 . Da queste prime constatazioni intuitive appare chiaro come le cosiddette immagini in movimento - nonostante una connessione “naturale” con il loro 1 Seguendo la classificazione di Pierce ricordiamo che: indice è il segno che significa in funzione di una relazione diretta, di una connessione fisica con l'oggetto; icona è un segno che rinvia all'oggetto che denota solamente in virtù dei caratteri che possiede, indipendentemente dal fatto che l'oggetto esista realmente o no; simbolo è un segno che si basa su un rapporto interamente convenzionale tra il segno e l’interpretante. Peter Wollen sostiene che il cinema fa uso di tutte e tre le categorie di segno della tradizione peirciana: « icona (attraverso immagini e suoni che somigliano a quelli reali); indice (nella registrazione fotochimica del 'reale'); e simbolo (nell'uso di parole e scrittura) » Cit. in R. STAM, R. BURGOYNE, R. FLITTERMAN-LEWIS, Semiologia del cinema e dell'audiovisivo (1992, New Vocabularies in Films Semiotics, Structuralism, Post-Structuralism and Beyond ), Guerini e Associati, Milano, 2002, p. 45 2 La libertà nel tempo di fruizione è una delle caratteristiche che differenzia maggiormente l'esperienza dello spettatore cinematografico rispetto a quella dell'osservatore di una fotografia o di un quadro; anche lo spettatore teatrale ha un tempo di fruizione predeterminato ma, rispetto a quello cinematografico, è libero di scegliere che cosa osservare della scena e per quanto tempo. 5
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Informazioni tesi

  Autore: Francesca Tocchet
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Umanistiche
  Corso: Arti e Scienze dello spettacolo
  Relatore: Antonella Ottai
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 112

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Parole chiave

drammaturgia
francesco rosi
ricostruzione
oliver stone
realtà
finzione
gus van sant
mockumentary
cinema
racconto
documento audiovisivo
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