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L'autopercezione delle comunità sudafricane nel periodo dell'apartheid

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7 Il passo decisivo e radicale verso la separazione tra razze si compie nel 1958 attraverso il Promotion of Black Self–Government Act e la conseguente istituzione dei “bantustan”, sorta di riserve per la popolazione nera sottoposte al controllo del governo sudafricano. L‟istituzione dei bantustan, rappresenta un momento di svolta della rinascita di una coscienza nera. In questi territori del Sudafrica e della Namibia, vengono istituite homeland (patrie) assegnate esclusivamente alle etnie nere – un bantustan per ciascuna specifica etnia – il governo realizza l‟obiettivo di una maggioranza nera ridotta alla maggior frammentazione. Questo progetto, noto come Separate Developemet, introduce un controllo ancora più rigido e capillare da parte dello stato sui movimenti dei neri nelle aree urbane, sul loro lavoro, sulle loro possibilità residenziali, ma soprattutto sulla separazione interrazziale, da emarginare in avulsioni territoriali dei rispettivi stati coloniali per rendere gli africani non-cittadini di quegli stati. Ora, se il passaggio dalla vita nei sobborghi industriali degli slums urbani all‟esperienza interraziale forzata delle township governative permette ancora alle diverse etnie non bianche di mantenere, se non addirittura di accrescere, una coscienza di sé, le deportazioni nelle homeland hanno come effetto quello di condurre il popolo nero a un progressivo allontanamento dalla propria coscienza di razza prima di generare il riscatto della black consciousness. Separati e isolati non solo dall‟esterno ma anche all‟interno la popolazione nera vive un momento fortemente drammatico e di regresso del progresso di autopercezione avviatosi nelle città e accresciuto nelle township. La vicenda che porta alla riscoperta all‟affermazione dell‟identità africana che questa tesi ha cercato di ricostruire lungo un percorso conseguente e parallelo a quello che ha portato all‟autopercezione afrikaner, trova qui un momento di stasi se non addirittura di involuzione. L‟orgoglio della Black Consciousness che nasce come riscatto dalle homelands, è la riscoperta di un‟identità africana che ha origine nel chiuso degli slums dove prende forma in una vera e propria cultura popolare urbana detta “marabi”, espressione del tipo di vita – ancora interraziale – che i neri conducevano nei sobborghi cittadini; una sorta di “resistenza culturale” contro i soprusi dei bianchi. Nelle township, pur nei conflitti quotidiani, la comunità resta sostanzialmente organica e unita dalla condivisione di una sorte comune e di un senso di appartenenza a un‟unica identità sociale per difendersi dalla spersonificazione del migrant labour system.
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L'autopercezione delle comunità sudafricane nel periodo dell'apartheid

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Informazioni tesi

  Autore: Fulvio Patarini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze internazionali e diplomatiche
  Relatore: Cristiana Fiamingo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 51

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