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Trattamento e smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani all'interno del Parco Nazionale del Circeo

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~ 8 ~ o tra il 2011 e il 2014 la Commissione Europea deve presentare una serie di relazioni sulla gestione del ciclo dei rifiuti che introducano, fra l'altro, obiettivi di riduzione (art.9); o l'obbligo per i Paesi membri di dotarsi di Piani nazionali di prevenzione entro il 2013 e tali Piani dovranno individuare le azioni da intraprendere per ridurre l'impatto quantitativo e qualitativo dei rifiuti. Si sottolinea che la Direttiva non introduce subito target di riduzione "numerici", ma una serie di misure atte a perseguire le politiche di riduzione e prevenzione. I Piani nazionali, quindi, potranno essere un utile e concreto strumento per incentivare i produttori di rifiuti alla fonte a ridurre la quantità e a migliorare la qualità delle rispettive produzioni. La Direttiva Europea, dunque, individua un "obiettivo quantitativo di riciclaggio": 50% in peso di riciclaggio dei rifiuti domestici e simili, con una particolare attenzione ad alcune frazioni merceologiche come la carta, il vetro, i metalli e la plastica. Infatti, non parla di raccolta differenziata, ma di riciclaggio e di preparazione al riutilizzo. In altri termini, la Direttiva individua nel fine (il riciclaggio) e non nel mezzo (le forme di raccolta) il punto centrale della propria politica di minimizzazione dei rifiuti da trattare in maniera indifferenziata. Il nostro Paese, quindi, dovrà passare da una impostazione basata esclusivamente sulla quantità di RD a forme di incentivo che prendano in considerazione il "risultato finale" delle raccolte differenziate o del recupero di materia nelle diverse fasi di trattamento. L'Italia, nella sua pianificazione nazionale, aveva fissato al 65% il proprio obiettivo (irrealistico...) di raccolta differenziata entro il 2012. L'individuazione del 50% da parte dell'Unione Europea appare più realistico e in linea con l'andamento di quei Paesi europei giudicati più virtuosi in materia di rifiuti. Si sottolinea che la Direttiva Europea conferma la scala delle priorità attualmente in vigore e considera quindi residuale il "recupero della componente energetica" dai rifiuti. Questo è solo a titolo indicativo perché se si considerano gli obiettivi di riciclaggio e l'esclusione del ricorso alla discarica, un teorico 50% dei rifiuti urbani dovrebbe essere trattato proprio attraverso il recupero energetico. Tale concetto, però non va confuso, ovvero bisogna evitare che il rifiuto diventi “materia prima” fondamentale dal punto di vista energetico ed evitare, quindi, di incentivare solo un meccanismo di gestione dei rifiuti che abbia come fine ultimo esclusivamente il recupero di energia, bensì, va assunto come virtuoso il meccanismo del riciclaggio poiché permette il recupero di materia all’interno di un ciclo chiuso, attraverso il rifiuto stesso. Questa stessa osservazione è fondamentale perché altrimenti si tenderebbe a produrre sempre più rifiuti al fini di ottenere vantaggi energetici trovandosi dunque, all’interno di un circolo “vizioso”. In conclusione, si può parlare di una Direttiva più realista, poiché gli obiettivi di raccolta sono più raggiungibili, e poi perché preferisce un approccio basato sul vero senso di recupero e sul riciclo interno alle caratteristiche del rifiuto ed allo stesso tempo cerca di uniformare le strategie, gli obiettivi e le politiche comuni a tutti gli Stati membri.
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Trattamento e smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani all'interno del Parco Nazionale del Circeo

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Informazioni tesi

  Autore: Viviana Tulin
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria civile e ambientale
  Relatore: Raffaella Pomi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 263

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