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Investire in Arte Contemporanea

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7 INTRODUZIONE Da quando mi sono avvicinato al mondo dell’arte contemporanea mi sono sempre posto una domanda: secondo quali complesse psicologie un’opera d’arte contemporanea può arrivare a valere più di 70 milioni di euro piuttosto che 50 mila o 1.000 euro? Gli artisti contemporanei realizzano spesso lavori particolarmente creativi, innovativi e scioccanti come Damien Hirst con il suo squalo tigre imbalsamato (The physical impossibility of death in the mind of someone living, 1991) e Marc Quinn con il calco della propria testa (Self, 1991), fatto con 4,5 litri del suo sangue congelato. Oggi il valore di un’opera non è più collegato al solo contenuto artistico ma al nome dell’artista, del gallerista, della casa d’aste e all’ego del collezionista, e non ha nulla a che vedere con il tempo e le capacità impiegate per realizzarla. Il mercato odierno è guidato da aste di alto livello e fiere d’arte internazionali che manovrano le tendenze e i gusti dei ricchi collezionisti, sfruttando la percezione della rarità delle opere che contribuisce a gonfiare i prezzi. Infatti, la preoccupazione di non riuscire più ad acquistare delle opere di quel famoso artista unita alla combinazione tra la paura che i prezzi aumentino a dismisura e il desiderio di possesso immediato non fanno altro che alimentare il desiderio di acquisto. La recente crisi finanziaria che ha investito i mercati mondiali ha fatto scoppiare la bolla speculativa sul mercato dell’arte contemporanea. I primi a tirarsi indietro sono stati gli speculatori seguiti da gran parte dei collezionisti privati, che hanno costretto le gallerie a chiudere i battenti e svendere i loro magazzini. Tutti gli esperti erano concordi nel pensare che una correzione di rotta fosse necessaria e molti di loro avevano previsto che i prezzi si sarebbero normalizzati seguendo gli andamenti ciclici. Dai prezzi elevati degli anni Ottanta si è passati al periodo di recessione nei primi anni Novanta, per poi tornare in fase crescente all’inizio del nuovo millennio toccando cifre record alle aste fino alla fine del 2008, momento in cui i prezzi hanno iniziato a scendere a livelli “normali”. A differenza della crisi dei primi anni Novanta il numero di collezionisti benestanti che vogliono investire in arte è maggiore, garantendo la prospettica risalita dei prezzi ed evitando il temuto tracollo del mercato dell’arte contemporanea. La globalizzazione l’ha portato a diventare un mercato mondiale riducendo ulteriormente il rischio di crollo generale: se il dollaro cala lo yen o l’euro saliranno, se
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Investire in Arte Contemporanea

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Informazioni tesi

  Autore: Diego Santi
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Finanza
  Relatore: Monica Billio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 154

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