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Il marketing dei beni culturali tra territorio e nuove tecnologie

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7 un paese che da solo conserva una piø che significativa parte del patrimonio storico-artistico mondiale. Non si vogliono rendere queste pagine sede di una nuova versione del dibattito su quale percentuale di tale patrimonio sia effettivamente presente in Italia: che si tratti di piø o meno del 50 (o addirittura del 60) per cento del totale complessivo, ciò non cambia la sostanza delle cose: il patrimonio storico-artistico italiano è ingente, al punto da non temere confronti. Un indicatore chiaro in questo senso è costituito dai siti riconosciuti dall’U.N.E.S.C.O. come patrimonio dell’umanità, che proprio nel belpaese raggiungono la massima concentrazione. Ciononostante, si risulta ancora un po’ titubanti nel voler riconoscere a questa straordinaria ricchezza lo status di risorsa, con la conseguenza che i molti e spesso interessanti contributi vanno a confluire in un dibattito che rischia seriamente di diventare autoreferenziale. Il quadro non manca tuttavia di stimoli positivi: la potenziale centralità dei beni culturali è stata infatti riconosciuta dallo stato ad un livello non solamente formale: con il protocollo Industria 2015, messo a punto dal precedente governo e confermato da quello attualmente in carica, proprio il patrimonio storico-artistico è stato riconosciuto come uno dei settori sui quali investire per attuare il necessario riposizionamento del sistema produttivo italiano. Un protocollo quindi che sembra voler riconoscere nella pratica l’importanza teorica che il settore dei beni culturali si è sempre visto attribuire. Un rapido excursus storico, infatti, ci dimostra come in Italia l’attenzione al settore dei beni culturali sia stata costante negli anni. Si potrebbero citare le leggi del Regno d’Italia sulla tutela, ma ai fini del nostro discorso sarà sufficiente ricordare che la nostra Costituzione, già all’articolo 9, sottolinea che l’Italia “Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. Articolo che è importante tenere presente anche perchØ costituisce la premessa migliore ad argomento di grande importanza ai fini del nostro discorso: il contrasto esistente tra i fautori della tutela, che guardano con diffidenza a tutti gli approcci che tendono ad associare ai beni culturali considerazioni
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Il marketing dei beni culturali tra territorio e nuove tecnologie

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Informazioni tesi

  Autore: Pietro Cuomo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze della comunicazione sociale e istituzionale
  Relatore: Bruno Lamborghini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 155

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