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L'orientamento al mercato di un Ente Pubblico: il caso ACI

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L’orientamento al mercato di un Ente Pubblico: il caso ACI Pagina 5 Capitolo 1: l’ACI 1.1 La storia Quando, cent'anni fa, un piccolo gruppo di appassionati decise di dar vita al club degli automobilisti italiani, forse non avrebbe immaginato che questa idea potesse crescere al punto di diventare una federazione di 107 Automobile Club provinciali, con oltre un milione di soci, ovvero la piø grande associazione libera del nostro paese. Oggi l'ACI è il principale punto di riferimento istituzionale della mobilità, in quanto ente pubblico di “alto rilievo” considerato tra le punte piø avanzate della Pubblica Amministrazione; rappresenta la Federazione Nazionale dello Sport Automobilistico; è una holding che opera ad alto livello in settori quali l'assicurazione, il credito, il turismo, l'informatica, l'editoria. La nascita dell’ente risale al 1898, quando fu istituito l’Automobile Club di Torino; lo stesso club, nel 1904, diventa “Unione Automobilistica Italiana”, con lo scopo di favorire lo sviluppo dell’automobilismo in Italia, di associare gli automobilisti e, soprattutto, di organizzare manifestazioni sportive. Contemporaneamente, però, nascevano in altre città italiane (Milano, Genova, ecc.) degli ulteriori Automobile Club a carattere provinciale, venendo a manifestarsi in maniera piø forte l’esigenza di coordinamento dei diversi A.C. a livello centralizzato, oltre che di un organismo unico, rappresentativo degli interessi di tutti gli automobilisti italiani sia nei confronti dello Stato sia nei confronti degli Automobile Club esteri, anch’essi, in quello stesso periodo, in via di ampia diffusione. Nacque così, il 23 gennaio 1905, l’Automobile Club D’Italia, ente nazionale con sede a Torino. L’ACI si dota di un proprio statuto e di un regolamento CSAI (Comitato Sportivo Automobilistico Italiano), data la forte e prevalente inclinazione alla regolamentazione dello sport automobilistico. Questa prima struttura riveste il carattere di semplice federazione a carattere privatistico, riservata ai pochi eletti proprietari di un’automobile nei primi anni del XX secolo. L’avvento della Prima Guerra Mondiale fa sospendere ogni attività sportiva ed organizzativa; bisognerà aspettare fino al 1922 per la ripresa di tali attività; già nel 1926 esistevano 50 Automobile Club provinciali, per un totale di quasi 10.000 soci. Nello stesso anno l’ACI assume la denominazione di “Reale Automobile Club D’Italia – RACI” a seguito della trasformazione dell’associazione, con legge dello Stato, in “ente morale” di cui Vittorio Emanuele III e Benito Mussolini assumono l’alto patronato. Nascono gli uffici ACI ai valichi di frontiera, e nuove funzioni vengono attribuite all’ente: la pubblicazione delle carte stradali, l’informazione a livello nazionale sul traffico, la gestione dell’autodromo di Monza. Nel 1934 gli Automobile Club provinciali acquistano completa autonomia e
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Informazioni tesi

  Autore: Paola Meloni
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Giuseppe Melis
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 85

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Parole chiave

marketing
aci
ente pubblico
tessera
automobile club

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