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Cybercrime. Analisi empirica e normativa dei reati informatici. La cooperazione internazionale.

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trasmettono in tempo reale queste informazioni alla cd. “casa madre”, ossia il computer dell'hacker. Basta che l'utente abbia digitato una sola volta sulla tastiera sorvegliata il codice di accesso, perché l'hacker entri in possesso immediato della password. Questo particolare tipo di programma entra nel sistema informatico in vari modi: innanzitutto, può essere installato inavvertitamente dall'utente durante il download di diversi sofware o visitando siti Internet poco sicuri; inoltre, non mancano casi in cui sono i supporti esterni, quali cd-rom, penne usb e periferiche auto-installanti ( plug and play) , a contenere il key-logger. Esiste anche un uso non criminoso degli strumenti per il tracciamento e l'individuazione dei codici d'accesso: si è afermato infatti il loro impiego nell'ambito delle intercettazioni telematiche da parte dei corpi di polizia più tecnologicamente avanzati, FBI in particolare. Si tratta comunque di una prassi molto controversa negli Stati Uniti, poiché rischia di violare la riservatezza dell'indagato oltre quanto richiesto dalle esigenze investigative, tanto che alcuni giudici statunitensi sono giunti a dichiarare l'inutilizzabilità processuale dei risultati ottenuti grazie a dispositivi di key-logging. In Italia tale tecnica di intercettazione non viene mai utilizzata, in parte per i minori mezzi tecnologici in dotazione, in parte per la potenziale inutilizzabilità in giudizio dei dati registrati dai logger. Oltre ai programmi di key-logging, gli hacker possono attaccare il sistema bersaglio tramite sofware di decifrazione delle password, noti come decryptor . In realtà questo metodo è estremamente costoso in termini di tempo e di denaro, poiché in caso di diversi livelli di protezione si ottiene l'accesso anche dopo settimane o mesi. Ciò comporta che il metodo di decifrare le password sia adottato solo per notevoli interessi economici o strategici, come è accaduto in alcuni casi di spionaggio industriale o militare 21 . Difficilmente, quindi, l'archivio elettronico di un personal computer verrà violato con metodi di decifrazione delle password; assai più frequente, invece, è l'abuso del meccanismo di cifratura, soprattutto a seguito dell'accesso abusivo a un dispositivo informatico. Per coprire le proprie azioni illegali, infatti, gli “intrusi” nelle reti telematiche nascondono l'origine dell'attacco criptandone ogni passaggio e rendendo così quasi impossibili le indagini penali. Vi è stato negli Stati Uniti chi ha addirittura proposto di stabilire un divieto generale dei sofware di “ encoding” (ossia che creano i dati criptati), eccettuandone gli enti pubblici e i privati rispondenti a requisiti fissati dalla legge. La proposta non ha avuto alcun seguito, in quanto avrebbe portato a sacrificare il diritto alla privacy dei cittadini, senza tra l'altro impedire un uso illegale dei dati cifrati 22 . In aggiunta, i codici d'accesso sono acquisiti facendo uso della tecnica nota come “ XXS - cross site scripting” 23 , grazie alla quale in un sito internet lecito vengono inseriti dei comandi dannosi, capaci di leggere negli archivi dei singoli computer che si connettono alla pagina web modificata. I siti oggetto di simili violazioni sono soprattutto quelli di istituzioni bancarie, previdenziali e commerciali, le quali ofrono servizi online dietro registrazione e inserimento di dati sensibili come il numero di carta d'identità, di conto corrente bancario o di carta di veda SMITH R. G., G RABOSKY P., U RBAS G., Cyber criminals on trial, cit., p. 305 s.; 21 Casi di cui si fa cenno sommariamente in CLOUGH J., Principles of cybercrime, cit. , p. 57; 22 Il dibattito è riportato da LEMAN -LANGLOIS S. (editing), Technocrime. Technology, crime and social control, cit. , p. 287 s.; 23 Sui dettagli tecnici del metodo XXS e dei vari tipi di spoofing si soferma SIEBER U., Organised crime in Europe: the threat of cybercrime. Situation Report 2004 , Council of Europe Publishing, 2005, p. 89-91; 13
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Cybercrime. Analisi empirica e normativa dei reati informatici. La cooperazione internazionale.

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Informazioni tesi

  Autore: Valeria Spinosa
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Scuola Sup. di Studi Univ. e Perfezionamento S.Anna di Pisa
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Tullio Padovani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 154

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