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Il suicidio in carcere: analisi di alcuni istituti penitenziari sardi

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10 un ottica preventiva. Dalle ricerche condotte su altri studi in merito, si evince che le fasce maggiormente vulnerabili racchiudono nel proprio patrimonio biologico, genetico, socio-culturale e psichico, quei determinati fattori di rischio che in un momento di crisi o successivamente ad un evento traumatico predispongono il soggetto in questione più degli altri, a trovare nell‟uccisione di se stessi l'unica via di fuga e/o soluzione al proprio dramma. In particolare, “secondo le stime della Organizzazione Mondiale della Sanità, viene commesso un tentativo di suicidio circa ogni tre secondi e un suicidio completato ogni minuto” (World Health Organization trad. it. Sarchiapone, pag.106). L'Associazione Internazionale per la Prevenzione sul Suicidio (IASP) individua che a togliersi la vita più frequentemente rispetto al resto della popolazione siano:  Giovani maschi (15-49 anni);  Persone anziane, soprattutto maschi;  Popolazioni indigene;  Persone con malattie mentali;  Persone con abuso di alcol o di sostanze;  Persone che hanno già effettuato un precedente tentativo di suicidio  Detenuti (ibidem) Durante le epoche storiche, nelle diverse culture e società, a mutare è l'atteggiamento che si ha nei confronti di questo atto per certi versi inspiegabile. Inspiegabile poiché va contro l'innato istinto di sopravvivenza caratteristico di ogni essere vivente. Sarà proprio per questa reale e rivelata contraddizione interna all'umanità, che i vari atteggiamenti verso l'atto suicida e il suo autore dipenderanno principalmente dall'intreccio delle principali dimensioni caratterizzanti una comunità-società: morale (riguardo a onore o vergogna), religiosa (condanna o accettazione) e istituzionale (liceità o non liceità). Preciso che quando parlo di “atteggiamenti” mi riferisco a quell'insieme di comportamenti messi in atto grazie all'interiorizzazione di determinati valori, che comincia con il processo di socializzazione primario determinato in primis dalla famiglia e in seguito continua con la socializzazione secondaria ad opera del gruppo dei pari, della scuola e della società in generale.
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Il suicidio in carcere: analisi di alcuni istituti penitenziari sardi

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Informazioni tesi

  Autore: Federica Cossu
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Criminologia applicata per l'investigazione e la sicurezza
  Relatore: Gabriele Prati
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 148

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