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La comunicazione nella fantascienza

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IV addirittura a Omero e alla mitologia dei popoli antichi. Il presente studio analizza soprattutto opere del XX secolo, includendo Verne, Wells e qualche precursore più antico. Sull‟origine del nome non vi sono dubbi. Il termine Science Fiction è stato coniato da Gernsback, dopo un poco musicale scientifiction. Il termine italiano è invece di Giorgio Monicelli, primo curatore della rivista mondadoriana “I Romanzi di Urania” nata nel 1952. E‟ proprio negli anni Cinquanta che nasce ufficialmente la fantascienza italiana, che si affermerà, secondo Cremaschi, un ventennio dopo. 8 Prima il genere non aveva un nome univoco e si faceva rientrare genericamente nel fantastico, nell‟ avventuroso oppure nell‟ utopia a seconda dell‟argomento trattato. Particolare interesse per noi è quel sottogenere della fantascienza che chiamiamo “letteratura di anticipazione” e che comprende l‟utopia e la distopia (vedi il primo capitolo). Come suggerisce il nome, questo genere raccoglie le profezie scientifiche dei vari autori; profezie talvolta azzeccate, ma non si tratta solo di coincidenze. Si può infatti dire che quasi tutto ciò che gli scrittori hanno immaginato esisteva già, magari a livello embrionale, nel momento in cui scrivevano. E‟ utile ricordare un‟osservazione di Solmi a proposito della letteratura d‟anticipazione, ossia che “è la scienza che sta davanti, e la fantasia, anche la più spericolata, non può che seguire.” 9 Vale a dire che tutte le previsioni tratte dalla letteratura sono state possibili in quanto già nel momento in cui gli autori descrivevano le loro meraviglie futuribili, scienziati e teorici le avevano pensate anche se ancora non realizzate. Gli esempi a supporto di questa posizione non mancano 10 , neppure in opere che appartengono al fantastico in senso lato quali Le mille e una notte. 11 Lo stesso discorso vale per le previsioni dei futurologhi che però esulano dalla narrativa. 12 E‟ celebre il caso di Cleve Cartmill, uno scrittore americano che ebbe guai con i servizi segreti militari per aver descritto in un racconto del 1944 intitolato “Deadline” una bomba atomica sorprendentemente simile a quella che si stava costruendo in segreto a Manhattan; talmente simile da far nascere un sospetto di spionaggio. In risposta alle accuse Cartmill riuscì a dimostrare che per i dettagli tecnici si era documentato su articoli scientifici di pubblico dominio. Tutto questo per dire che a volte l‟anticipazione può seguire strade banali ma proprio per questo inaspettate. All‟altro polo della ricerca abbiamo la comunicazione. Anche qui ci occorre una definizione: “un processo d i comunicazione avviene quando si ha un passaggio di un MESSAGGIO da un MITTENTE (uomo, altro tipo di animale o macchina debitamente predisposta) a un DESTINATARIO (anch‟esso uomo, altro tipo di animale o macchina).” 13 Il processo richiede la condivisione di uno specifico codice da parte di mittente e destinatario. Il codice è formato da regole che combinano i vari “segni” che compongono il messaggio. Esistono vari modelli che spiegano la comunicazione, ma spesso vi è un‟eccessiva semplificazione; nella rea ltà il processo è molto più complesso e ricco di sfumature. Innanzitutto non sempre il codice è condiviso perfettamente da mittente e destinatario; la situazione di squilibrio è normale, infatti non esiste mai una comprensione assoluta del messaggio 14 . Nella definizione riportata da Gensini è interessante notare che la comunicazione non è un fatto limitato alla sfera umana, ma si verifica anche nel mondo animale e in quello artificiale delle macchine. Osserviamo ad esempio che un cercopiteco africano utilizza tre distinti segnali d‟allarme per avvertire i compagni; uno per i predatori aerei, uno per i pitoni ed un terzo per leopardi ed esseri umani) 15 ; anche tra gli animali esiste un codice comunicativo che, come tra le persone, prevede l‟uso della menzogna per i propri scopi 16 . D‟accordo quindi con questa definizione, si è suddiviso il presente studio in due parti. Nella prima parte si è presa in considerazione la comunicazione uomo- uomo. Nella seconda si sono passati in rassegna esempi di comunicazione tra l‟uomo e la macchina (non più vista come “mezzo” di comunicazione ma come “interlocutrice”), tra l‟uomo e l‟alieno (elemento questo naturalmente non indicato da Gensini, ma immancabile quando si parla di fantascienza) ed infine tra l‟uomo e gli altri anim ali terrestri. Il primo capitolo della prima parte è dedicato ai media cartacei più tradizionali, dal libro alla lettera. E‟ interessante osservare come alla base della decadenza sociale e culturale dell‟umanità,
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La comunicazione nella fantascienza

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Informazioni tesi

  Autore: Massimo Acciai
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Luca Toschi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 176

FAQ

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