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La comunicazione nella fantascienza

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2 Per Innis e Havelock la scrittura riveste tale importanza nella società umana perché “da un lato è la catena che lega l‟umanità e la imprigi ona nella rete di comando e di controllo degli imperi – strutture fondate sul „monopolio della conoscenza‟ – dall‟altro è però lo strumento che meglio serve all‟intellettuale dissenziente per diffondere le idee antagoniste tra un pubblico vasto.” 6 Questa doppia faccia della scrittura è evidente negli autori di SF attivi negli anni Cinquanta, che proprio delle loro opere si servirono per lanciare pesanti accuse verso la società del loro tempo. Nei mondi futuribili da loro descritti la scrittura e in particolare il supporto cartaceo è visto con sospetto, se non proprio con rifiuto, a vantaggio della televisione, eppure non è la scrittura l‟arma dei dissenzienti ma spesso l‟oralità. Caso emblematico è il romanzo dell'americano Ray Bradbury (1920), Fahrenheit 451 7 (1951) che analizzeremo in dettaglio nel presente capitolo. L'opera appartiene al genere delle distopie o utopie negative, vale a dire la descrizione di un mondo immaginario che serva, almeno nelle intenzioni dell'autore, come modello da evitare (così come nell'utopia si definisce il modello da seguire come stato perfetto). La distopia ha una storia più recente rispetto al genere utopico. Quest'ultimo si fa generalmente risalire alla Repubblica di Platone fino ad arrivare a Thomas Moore che conia il termine nel suo De optimo reipublicae statu deque nova insula Utopia (1516). Successivamente si ha un prevalere della distopia in letteratura 8 ; nel '900 ad esempio le opere a carattere utopico sono rare; oltre ad Island (1962) di Aldous Huxley (1894-1963) c‟è chi considera A Modern Utopia (1905) di H.G.Wells (1866-1946) “l‟ultima delle grandi utopie e la prima a capire che da allora in poi, con il progredire delle comunicazioni, nessuna isola o continente sarebbe stato grande abbastanza per contenere uno stato perfetto: doveva essere il mondo intero o nulla.” 9 A differenza dei predecessori, i quali avevano ambientato le loro utopie in luoghi isolati sulla Terra, Wells immagina un intero pianeta, posto ai limiti opposti dell‟universo, fisicamente identico al nostro pianeta e lo fa visitare da due personaggi terrestri che vi sono capitati per vie misteriose. Il libro è una via di mezzo tra un saggio e un‟opera narrativa. Gli studiosi sono sostanzialmente d'accordo nel ricercare l'antenato della moderna distopia nei Gulliver's Travels di Jonathan Swift (1726) 10 . Della satira ed ironia di Swift si servono molti scrittori americani della fantascienza degli anni Cinquanta: un„ondata di autori facenti parte di quella che Pagetti indica come social science fiction o fantascienza sociologica, nata e sviluppatasi negli stessi anni, si noti, in cui Innis esprimeva le sue teorie sulla comunicazione 11 . Nata come reazione alla situazione stagnante dell'America di quel periodo, con la guerra fredda, il maccartismo e l'avvento dei persuasori occulti pubblicitari, essa conta autori come Frederick Pohl, Robert Sheckley, Philip K. Dick, Frank Herbert e altri che Pagetti elenca nel suo saggio, ma è su Bradbury e sulle sue opere che si sofferma definendo fondamentale la sua posizione nell'ambito della moderna SF americana. Fahrenheit 451 si svolge a Los Angeles in un futuro imprecisato. I libri sono stati banditi ed è un reato possederne uno. Montag è un “pompiere” incaricato di bruciare i libri nascosti nelle abitazioni, tutte incombustibili, il che spiega come mai si è dimenticata l'originaria funzione dei pompieri, cioè di spegnere il fuoco anziché appiccarlo. Egli svolge il suo lavoro con piacere e senza farsi troppe domande. Il titolo del romanzo riprende il numero riportato sulla divisa dei pompieri, ossia la temperatura alla quale la carta prende fuoco. Il motto degli addetti agli incendi è: “Il lunedì bruciare i luminari della poesia, il mercoledì Melville, il venerdì Whitman, ridurli in cenere e poi bruciare la cenere”. E' l'incontro casuale con la sua vicina di casa, Clarisse McClellan, che gli fa sorgere dei dubbi sul suo mestiere e lo introduce a poco a poco nel suo mondo fuori dalle regole. Dal primo colloquio con Clarisse, una ragazza diciassettenne nipote di un sovversivo, apprendiamo che Montag non ha mai letto un solo libro tra quelli bruciati in dieci anni di lavoro, e non soltanto perché contro la legge. La gente è abituata a pensare ai libri con un senso di pericolo, indicandoli come causa della passata infelicità del genere umano. Nelle case le persone sono circondate da enormi schermi televisivi che occupano intere pareti, tenuti sempre accesi. I personaggi della TV sono considerati membri della famiglia, alla stregua di cugini e zii. Esistono persino commedie televisive personalizzate e “interattive” in cui lo spettatore è chiamato a partecipare leggendo da casa delle battute. Ci si addormenta con microcuffie a conchiglia inserite nelle orecchie
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La comunicazione nella fantascienza

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Informazioni tesi

  Autore: Massimo Acciai
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Luca Toschi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 176

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