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La gestione dei servizi idrici

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12 normativa del settore idrico, abrogando tra l‟altro la legge Merli, pur facendone salvi gli effetti finanziari e modificando e integrando il Testo Unico delle Acque, il D.P.R. 236/88, la legge 183/89 e la legge Galli. 1.2.1 Legge Merli La legge n. 319 del 10/05/1976 pone le basi per lo sviluppo di un vero e proprio diritto dell‟ambiente occupandosi di tutelare le risorse idriche da fenomeni di inquinamento e sfruttamento. In particolare regola la disciplina degli scarichi, organizza i pubblici servizi di acquedotto, fognatura e depurazione, prevede la redazione di un piano generale di risanamento delle acque e si occupa del rilevamento sistematico delle caratteristiche qualitative e quantitative dei corpi idrici. La gestione dei servizi idrici è affidata alle amministrazioni pubbliche, infatti allo Stato, oltre a funzioni di indirizzo e controllo, spettano altri compiti quali l'indicazione dei criteri generali per un corretto e razionale uso dell'acqua anche mediante l‟individuazione di standard di consumi per favorire il massimo risparmio, promuovere processi di riciclo e di recupero delle sostanze disperse e la determinazione di norme tecniche generali per l'installazione e l'esercizio degli impianti di acquedotto, fognatura e depurazione e per lo smaltimento dei fanghi residuati dai cicli di lavorazione e dai processi di depurazione. Alle Regioni spetta la predisposizione dei piani regionali di risanamento delle acque sulla base del piano generale elaborato dallo Stato, la direzione del sistema di controllo degli scarichi e degli insediamenti, il coordinamento e la verifica di coerenza dei programmi degli enti locali, l'esecuzione delle operazioni di rilevamento delle caratteristiche dei corpi idrici rispettando i criteri generali e le metodologie previsti dal Governo ed infine la normativa integrativa e di attuazione dei criteri e delle norme generali. Per quanto riguarda gli enti locali, le Province debbono provvedere al catasto degli scarichi, al controllo del rispetto dei limiti di accettabilità in termini qualitativi, delle norme sullo smaltimento, nonché dell'applicazione dei criteri generali per un corretto e razionale uso dell'acqua, mentre ai Comuni, anche associati in consorzi, spetta la gestione dei servizi pubblici di acquedotto, fognature, depurazione delle acque usate, smaltimento dei fanghi residuati da processi produttivi e gestione degli impianti di
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La gestione dei servizi idrici

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Informazioni tesi

  Autore: Claudia Musina
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Amministrazione Governo e Sviluppo Locale
  Relatore: Rinaldo Brau
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 96

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