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La frode informatica: origine, ambito di operatività ed applicazione pratica di un reato sempre più attuale.

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9 La figura dello stellionatus, pur potendo essere considerata un chiaro precedente della truffa, intendeva perseguire tutti quei comportamenti diretti ad ingannare, con modificazioni della realtà; rivestiva una evidente funzione sussidiaria nei confronti del falsum, con confini ampi ed imprecisi, sicuramente oltre le frodi di natura patrimoniale 4 . La stessa pena, di fronte ad una figura di reato così generica e polivalente, non era determinata, ma affidata alla discrezionalità del giudicante; ma non si andava oltre la sanzione dei lavori penali. Nel diritto germanico non si rinvengono tracce della figura dello stellionatus; tuttavia, non mancano concreti riferimenti nel nostro diritto intermedio; permaneva il carattere di sussidiarietà, in un equivoco rapporto, con il reato di falsum, con la confermata maggiore capacità di attrarre nei propri confini alcune situazioni che nel diritto romano potevano rientrare nella figura dello stellionatus: il reato era infatti caratterizzato unicamente dalle forme fraudolente delle offese ed era posposto a tutela di qualunque interesse per il quale mancava una specifica incriminazione 5 . L’autonomia del reato di truffa deve essere ascritta al merito dei compilatori del codice francese del 1810, che ipotizzava come reato il fatto di “escroquer la totalitè ou la partie de la fortune d’autrui” 6 . La frode patrimoniale attraverso la “mise en scène” influenzò il codice toscano che, peraltro, denominò truffa il fatto di appropriarsi indebitamente di cose altrui e designò come “frode” quella categoria di reati in cui l’usurpazione dei beni altrui si commette con l’inganno e con raggiri fraudolenti: si giustificò la scelta in quanto la parola truffa era intesa, nel linguaggio comune, per designare una speciale categoria di reati commessi mediante l’astuzia ed il raggiro sulla vittima, mentre il vocabolo frode era preferibilmente usato per caratterizzare i fatti che 4 Si veda in particolare BERTAZZOLI F., Decisivarum consultationem sive responsorum iuris in criminalibus et poenalibus controversis emissi Libri, Francoforte, 1602, p. 374 ss. 5 Così RICHERI D., Universa civilis et criminalis iurisprudentia, Lodi, 1829, p. 137 ss.; Così FARINACCIO A., Praxis et teorica criminalis, Lugduni, 1635, p. 33 ss. 6 Si veda GRAVEN J., L’escroquerie en droit pènal suisse, Basilea, 1947, p. 5 ss. ; Si veda CHARTIER A., Figure della furfanteria. Marginalità e cultura popolare in Francia tra Cinquecento e Seicento, Roma, 1984, p. 146.
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Informazioni tesi

  Autore: Daniele Coslovich
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Trieste
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Natalina Folla
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 200

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