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L'attacco di Bratz a Barbie nel mercato di massa ed il fenomeno My Doll nel mercato di nicchia. Errori di posizionamento e nuove tendenze.

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~ 6 ~ donna con la quale le bambine potessero identificarsi e giocare alla “donna moderna”? In un primo momento l‟idea di Ruth non sembrò riscuotere molto successo in azienda ma nel 1956 ci fu una svolta. Durante un suo viaggio in Svizzera, vide in un negozio di giocattoli una bambola che all‟incirca era come quella che aveva in mente. Decise quindi di comprarne alcuni pezzi e portarli in America per rielaborarli e metterli in produzione, il tutto supportato dal fatto che la bambola in questione aveva già riscosso molto successo in Germania e Svizzera. La Mattel scelse di utilizzare il vinile come materiale di produzione e questo la portò a trovare nel Giappone un ottimo alleato, infatti vi risiedevano numerose industrie specializzate nella lavorazione di questo materiale. Fu proprio in Giappone, fino ad arrivare in Cina ed in Corea, che si cominciò a produrre le bambole. Fu così che il 9 marzo del 1959 nacque Barbie (il nome deriva dal soprannome della figlia che l‟aveva ispirata), una piccola venere di circa 30cm dal corpo sinuoso e il look in voga all‟epoca. Corpo, pettinatura e make up rispecchiavano i canoni di bellezza femminile del tempo; smalto e rossetto rosso, eye liner nero ed espressione sofisticata. Fisico da pin up con davanzale prosperoso, vitino da vespa e gambe ben tornite. Barbie debuttò ufficialmente in occasione della fiera del giocattolo di New York. Inutile dire che la bambola si preannunciava già come un fenomeno commerciale senza precedenti ed infatti il suo successo fu enorme. Durante il 1959 vennero vendute più di 350.000 Barbie al prezzo di 3 dollari ciascuna. Tale trionfo si deve in gran parte alla geniale intuizione di Ruth Handler che è stata quella di commercializzare una bambola con ampio guardaroba, fatto di abiti e accessori venduti separatamente ed inoltre quella di creare non una bambola da trattare come una figlia ma un modello nel quale identificarsi. Barbie è questo, una ragazza senza età che incarna le ambizioni e i sogni delle bambine e delle adolescenti. Altra particolarità fondamentale è che Barbie fu il primo giocattolo ad avere una strategia di mercato basata massicciamente sulla pubblicità
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Informazioni tesi

  Autore: Gianluca Vincenti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Riccardo Lanzara
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

FAQ

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Parole chiave

posizionamento
internazionalizzazione
bambole
barbie
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