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Sistemi antiossidanti in piante di Fraxinus ornus sottoposte a stress abiotici

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11 Pastinaca marina (Echinofora spinosa), la Cineraria (Senecio cineraria) (Fig.2). Anche fra le piante coltivate, molte sono caratteristiche: olivo, vite, fico, agrumi, palme, dracaena, agavi, acacie, eucalipti. Tra le specie erbacee si possono ricordare le forme selvatiche della grande famiglia delle graminacee, come frumento e orzo, che, 10000 anni fa, furono tra i primi vegetali ad essere coltivati. 1.1.3 Sclerofilia e xerotrofia Le piante della macchia mediterranea sono capaci di vivere in condizioni di deficiente umidità atmosferica e all’elevata intensità luminosa avendo sviluppato meccanismi adattativi, talvolta molto diversi e specie specifici, ma tutti estremamente efficaci. Alcune presentano un enorme sviluppo dell’apparato radicale assorbente rispetto a quello aereo traspirante; altre hanno meccanismi adatti a contenere la traspirazione (cuticola ispessita, deposizione di cere, pareti cellulari poco plastiche e robuste, stomi ridotti in numero o dimensioni); altre ancora possiedono particolari tessuti nei quali riescono ad immagazzinare molta acqua durante il periodo delle piogge (piante grasse, a fusto succulento). Una delle più importanti strategie è rappresentata dalla sclerofillia, che consiste nell’irrobustimento ed ispessimento delle foglie con una cuticola spessa e ricoperta talvolta di peli e cere. Sclerofille, come per esempio il leccio, il corbezzolo, la fillirea, il lentisco e l’alloro hanno foglie poco plastiche con pareti cellulari spesse e rigide, che evitano il collasso della cellula in caso di elevate perdite idriche e consentono importanti variazioni della pressione di turgore. Altre piante invece, come l’oleandro, presentano gli stomi in particolari cavità della pagina inferiore della foglia ricoperte di peli per ridurre al massimo la perdita di vapore acqueo. Particolari le “ghiandole del sale” presenti invece in Limonium che permettono di concentrare il cloruro di sodio ed estruderlo fisicamente in forma cristallina dai tessuti. E’ stato coniato il termine “xeromorfismo” per descrivere questi adattamenti ed i meccanismi atti a fronteggiare le severe
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Sistemi antiossidanti in piante di Fraxinus ornus sottoposte a stress abiotici

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Landi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Agraria
  Corso: Biotecnologie agrarie
  Relatore: Lucia Guidi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 128

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Parole chiave

stress
temperatura
clima mediterraneo
frassino
salinità
molecole antiossidanti
apparati enzimatici antiossidanti
abiotico

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