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Le ragioni giustificatrici del contratto a termine

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13 individuare una situazione per cui il contratto di lavoro sarebbe potuto essere concepito da un punto di vista logico, come contratto a tempo determinato. Nell‟incertezza della legge, la specialità, in relazione alla durata non poteva che essere individuata nella necessaria temporaneità originaria dell‟interesse soddisfatto dal datore di lavoro 12 , interesse che poteva eventualmente essere giustificato dal raggiungimento di un determinato risultato o di uno scopo oggettivamente circoscritto. Il datore poteva avere perciò un interesse ad una prestazione temporanea, come ad esempio la sostituzione di un lavoratore in ferie o ammalato ecc. sempre che il contratto fosse concluso indicando espressamente il soddisfacimento di quelle esigenze. Il problema dell‟interpretazione dell‟articolo 2097 c.c. portò gli studiosi ad una attenta analisi logico-letterale con cui si arrivò a stabilire che la specialità del rapporto e la prescrizione della forma non si presentavano legislativamente sullo stesso piano e la contrapposizione non si poneva tra di esse, bensì tra il modo di determinazione della durata che, si disse 13 , era legale nel caso del primo requisito (specialità) e convenzionale nel secondo (forma scritta). Quindi, vista l‟imposizione disgiunta dei due requisiti di cui all‟articolo 2097 c.c. , diversamente che nella legge del 26, i motivi che hanno suggerito al legislatore questa diversa disciplina sono stati dovuti alla volontà di lasciare alle parti un più ampio margine di discrezionalità, consentendo la stipulazione di contratti a termine per atto scritto anche in assenza di quelle circostanze oggettive che bastavano a qualificare il rapporto come speciale e a giustificare, di per sé stesse, l‟apposizione del termine. L‟intricato dibattito sulle ragioni giustificatrici dell‟apposizione del termine si giocava dunque all‟interno del confronto tra le due sole indicazioni normative presenti nell‟ordinamento di allora, il codice nel suddetto articolo e la legge sull‟impiego privato, unici due terreni dove gli studiosi potevano proporre interpretazioni che più si adattassero ai criteri di certezza e logicità. Nel codice del 1942 non si chiedeva come si è visto, che il termine fosse giustificato dalla specialità del rapporto, anche se convenuto per iscritto, mentre per la legge sull‟impiego privato in presenza dell‟atto scritto era necessario che 13 Cfr C Assanti, Il termine finale nel contratto di lavoro, Milano 1958, pag 107.
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Le ragioni giustificatrici del contratto a termine

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Pieroni
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Riccardo Del Punta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 198

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Parole chiave

lavoro
crisi
flessibilità
contratto
contrattazione
temporaneo
precariato
tecnico
termine
368/2001
organizzativo
cause
temporaneità.
ragioni
1999/70/ce
223/1991
deregolazione
230/1962
giustificative
produttivo
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