Le ragioni giustificatrici del contratto a termine

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12 2. Il codice civile e l’articolo 2097 Accanto alla suddetta disposizione di cui alla legge 562/1926 art. 1, si collocava l‟articolo 2097 del nuovo codice civile del 1942, il quale introduceva la disciplina generale dei contratti di lavoro a tempo determinato, e riprendendo l‟articolo 1 e l‟articolo 4 8 della legge del ‟26 disponeva che “il contratto si reputa a tempo indeterminato se il termine non risulta dalla specialità del rapporto o da atto scritto” 9 . La norma prevedeva due modi distinti di stabilire la durata, uno tramite la determinazione volontaria risultante da atto scritto e l‟altro dalla specialità del rapporto, quindi l‟apposizione del termine era giustificata alternativamente o da un criterio formale o da un criterio sostanziale. Tralasciando le problematiche riguardanti la presenza o meno dei due requisiti in ordine all‟efficacia o meno dell‟apposizione del termine 10 è opportuno soffermarsi sulla durata del comportamento nel contratto di lavoro, determinato dal requisito della specialità del rapporto. Al di fuori dei contributi della dottrina 11 che permettevano di configurare l‟apposizione del termine non come conseguenza precisa della specialità del rapporto, ma come giustificazione in base a circostanze oggettive, (ed affermarne la validità solo in quest‟ultimo caso e solo se risultante da atto scritto), la legge non dava sicuramente alcun tipo di contributo, non essendo possibile all‟epoca, 8 L‟articolo 4 della legge 562/1926 stabiliva che “Ove sia stato stipulato all'atto dell'assunzione dell'impiegato un periodo di prova, questo dovrà risultare da atto scritto. 9 L‟articolo nella sua interezza disponeva che; “l contratto di lavoro si reputa a tempo indeterminato, se il termine non risulta dalla specialità del rapporto o da atto scritto. In quest'ultimo caso l'apposizione del termine è priva di effetto, se è fatta per eludere le disposizioni che riguardano il contratto a tempo indeterminato. Se la prestazione di lavoro continua dopo la scadenza del termine e non risulta una contraria volontà delle parti, il contratto si considera a tempo indeterminato. Salvo diversa disposizione delle norme corporative se il contratto di lavoro è stato stipulato per una durata superiore a cinque anni, o a dieci se si tratta di dirigenti, il prestatore di lavoro può recedere da esso trascorso il quinquennio o il decennio, osservata la disposizione dell'articolo 2118] 10 Sul punto si veda C. Assanti op. cit. pag 89 ss 11 Greco, in op. cit. pag. 136 ss.; Peretti Griva Domenico Riccardo, Il contratto d’impiego privato, Milano 1963; E. Saracini, Il termine e le sue funzioni, 1979.

Anteprima della Tesi di Andrea Pieroni

Anteprima della tesi: Le ragioni giustificatrici del contratto a termine, Pagina 9

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Andrea Pieroni Contatta »

Composta da 198 pagine.

 

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