Evoluzione dei processi di internazionalizzazione. Il caso Caleffi

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Evoluzione dei processi di internazionalizzazione. Il caso Caleffi 9 Da cui estrapola i vantaggi che vuole ottenere un'impresa, detti OLI, riassunti di seguito: a. di proprietà, l'impresa deve possedere qualche vantaggio competitivo unico e sostenibile ri- spetto alle imprese straniere locali. Ownership. b. di localizzazione, la forza di attrazione di alcune nazioni o regioni nei confronti delle attività di imprese multinazionali. Location. c. di internalizzazione, necessario per spiegare la modalità con cui le aziende approcciano mercati esteri. Internalization. Partendo da questo schema vengono riprese le varie teorie, ciascuna delle quali è classificata all'interno di uno dei tre vantaggi e ne approfondisce una dimensione. 1. Vantaggi di proprietà: Si tratta di vantaggi dovuti dal possesso di determinati asset oppure dovuti dalle competenze nel gestire tali asset.  Vantaggio derivante dallo sfruttamento delle risorse presenti nella nazione di origine, quindi un vantaggio nazionale, tale vantaggio è identificato dalle teorie economiche sul vantaggio comparato e da Dunning stesso.  Vantaggio derivante dallo sfruttamento di un potere monopolistico o oligopolistico, quindi un vantaggio di settore. Questi aspetti sono stati approfonditi da Hymer e Caves. Hymer, partendo dalle considerazioni di Bain 9 sulle barriere e le condizioni di entrata le ap- plica alle imprese di diversa nazionalità, per sopravvivere un’impresa deve creare un van- taggio competitivo che porti all’erezione di barriere contro nuovi entranti e che producano l’uscita dei competitors meno efficienti. Partendo dal servire il proprio mercato domestico cerca di acquisire sempre maggiori quote di mercato, andando a costituire un oligopolio, nel momento in cui vi è l’impossibilità di ampliare la propria quota nel mercato nazionale l’impresa ricerca altri mercati oltre i confini nazionali. Un’impresa che si insedia in un paese estero è però soggetta a tutti gli svantaggi connessi alla condizione di società non nazionale; questo significa che vi sono imprese locali che so- no avvantaggiate dal fatto che conoscono il proprio ambiente e questo vantaggio si tra- sforma in barriera all'ingresso. Per subentrare le aziende estere dovrebbero quindi affronta- re costi notevoli, anche se considerati fissi; tali costi sono possibili se l’azienda possiede un vantaggio oligopolistico o monopolistico, ad esempio conoscenze di tipo esclusivo. Si ricor- re perciò agli IDE in quanto una competenza non è facilmente trasferibile oppure se per im- perfezioni di mercato è più conveniente impiegare tali vantaggi all’interno dell’impresa. Inoltre Hymer considera anche un altro fattore che spiega gli IDE, il fatto cioè che l’acquisizione o la fusione con un soggetto estero rimuove la competizione ed evita conflitti; 9 (Bain, 1956)

Anteprima della Tesi di Marcello Falconelli

Anteprima della tesi: Evoluzione dei processi di internazionalizzazione. Il caso Caleffi, Pagina 7

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Marcello Falconelli Contatta »

Composta da 110 pagine.

 

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