Il reinserimento lavorativo dei soggetti in stato di disagio sociale

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9 soggetti non sono neanche presi in considerazione perché non si iscrivono agli uffici del lavoro o non rispondono alle loro sollecitazioni, mentre i programmi presuppongono che le persone da coinvolgere si manifestino spontaneamente 3 . Analogamente, la tutela offerta dal diritto del lavoro si applica ad un’area in cui si colloca meno della metà della forza-lavoro italiana; si assiste quindi ad una marcata divisione, in seno ai lavoratori, tra la categoria degli insiders, i privilegiati arroccati nella cittadella del lavoro regolare iperprotetto, e quello degli outsiders: i disoccupati, i precari, le quote deboli, che dalla cittadella sono permanentemente esclusi 4 . Per superare tali problematiche, occorrerebbe abbandonare meccanismi di tipo vincolistico basati su graduatorie e procedure burocratiche, rafforzando nel contempo la posizione contrattuale dei lavoratori che trovano maggiori difficoltà di reinserimento. Occorrerebbe cioè compensare la menomazione professionale, culturale o sociale di questi soggetti, con un sovrappiù di offerta di ciò che a loro essenzialmente manca: informazione, formazione e mobilità, affinché gli handicap fisici e sociali siano di fatto neutralizzati, permettendo a chi ne è portatore, di competere alla pari con gli altri lavoratori. In quest’ottica sembra peraltro collocarsi la recente riforma del collocamento operata dal d.P.R. n. 469/97, che realizza il trasferimento alle regioni delle competenze in materia di avviamento al lavoro ed elimina il monopolio pubblico in materia di collocamento. La contemporanea riforma della struttura del collocamento (che porterà ad esempio alla soppressione della CRI), e la creazione di nuovi organi cui demandare i compiti in materia di politica attiva del lavoro, dovrebbe permettere di raggiungere un maggior livello di efficacia delle misure poste in essere, attraverso la creazione di un nuovo sistema di servizi che garantisca l’integrazione tra politiche attive del lavoro e politiche formative. Molte situazioni descritte in questo lavoro, dagli interventi della CRI all’attività di supporto delle Agenzie per l’Impiego, subiranno rilevanti modifiche con la definitiva attuazione della riforma, della quale si è dato conto in un paragrafo a sé stante. Essendo però il d.P.R. n. 469/97 un intervento in fieri, l’impatto effettivo della riforma potrà essere valutato solo tra qualche anno. 3 E.REYNERI, op. ult. cit., pag. 384. 4 P.ICHINO, Il lavoro e il mercato, Milano, 1996, pag. 4.

Anteprima della Tesi di Enrico Comunelli

Anteprima della tesi: Il reinserimento lavorativo dei soggetti in stato di disagio sociale, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Enrico Comunelli Contatta »

Composta da 208 pagine.

 

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