Comunicazione e impresa: attori, canali e processi editoriali al servizio del business. Case study: "Fruitbook"

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18 sebbene il regime mussoliniano abbia affrontato la crisi economica degli anni ’30 facendo ampio uso della pubblicità per sostenere la campagne collettive a favore della promozione dei prodotti nazionali. Questa attività di governo venne ben presto emulata dalle aziende che investivano in campagne pubblicitarie tese ad esaltare i prodotti italiani. In seguito alla distruzione comportata dalla Seconda guerra mondiale e all’attuazione del Piano Marshall per la ricostruzione dei Paesi distrutti dalla guerra, gli Stati Uniti iniziarono a esercitare una certa influenza politica, economica, ma soprattutto culturale in quegli stessi Paesi. Considerando il settore pubblicitario, iniziarono ad essere aperte in Italia alcune succursali delle più potenti agenzie multinazionali statunitensi attive appunto in campo pubblicitario – fra le quali, la Lintas nel 1948, la già citata J.W. Thompson nel 1951 e la CPV l’anno seguente – così da indurre uno sviluppo e un’internazionalizzazione del mercato pubblicitario italiano, per il quale venne adottato il modello professionale americano: il contesto pubblicitario italiano non sottostette perciò a uno sviluppo autonomo quanto piuttosto a un’importazione passiva di una cultura estranea che “colonizzò” la cultura e la società italiana 16 . Va da sé che simili argomentazioni possono valere anche per gli altri Paesi ricostruiti dalla potenza economica americana; tuttavia, ciò che risulta essere esclusivo del contesto italiano è il percorso seguito dalla pubblicità televisiva, il quale costituisce un altro considerevole fattore di ritardo: la televisione italiana iniziò a trasmettere pubblicità il 3 febbraio 1957 ma solo all’interno della trasmissione Carosello. In questa circostanza la pubblicità divenne una sorta di commedia, con “scenette” la cui realizzazione coinvolse grandi nomi dello spettacolo. Tuttavia ciò mantenne la pubblicità italiana piuttosto arretrata (troppo spesso accadeva infatti che l’attenzione dello spettatore fosse monopolizzata più dal personaggio televisivo che rivestiva il ruolo di testimonial pubblicitario che dal prodotto reclamizzato, il quale, di conseguenza, slittava in secondo piano e scarsamente veniva memorizzato dal consumatore) rispetto a quanto stava accadendo nel resto del mondo, dove la pubblicità proseguiva con rapidità nel proprio sviluppo e iniziava a diffondersi una vera e propria cultura pubblicitaria che si avvaleva di validi strumenti teorici e pratici. 16 È proprio negli Stati Uniti che nascono, dopo la II Guerra Mondiale, i primi istituti e dipartimenti di comunicazione associati alle scuole di giornalismo. Ciò diede origine alla scienza della comunicazione, nella quale gli Usa divennero capiscuola. Fonte: Caruso E., Comunico, quindi esisto, op. cit., p. XIV.

Anteprima della Tesi di Valeria Boldrini

Anteprima della tesi: Comunicazione e impresa: attori, canali e processi editoriali al servizio del business. Case study: "Fruitbook", Pagina 13

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Valeria Boldrini Contatta »

Composta da 178 pagine.

 

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