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Cooperazione Internazionale e lotta alla criminalità organizzata

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Nei decenni successivi e principalmente in epoca fascista si tentò di debellare la criminalità organizzata ricorrendo a strumenti repressivi. In tema di strumenti probatori si assiste ad una semplificazione processuale, tanto che i semplici “si dice, si sostiene” assumono valore di piena prova nei confronti di soggetti già sospettati di associazione mafiosa. Le promesse del regime tuttavia non furono mantenute, l'impegno formale assunto dallo stesso Mussolini nel disarticolare definitivamente le organizzazioni criminali non venne rispettato e la strategia poliziesca si dimostrò del tutto fallimentare. In quegli anni il prefetto di Palermo, Cesare Mori, era solito sostenere che lo Stato doveva dimostrarsi più mafioso dei mafiosi, ed egli stesso, ben noto come “il prefetto di ferro”, divenne il protagonista principale dell'assedio di Gangi ordinato da Mussolini per contrastare in modo diretto la mafia. Inoltre in una nota dichiarazione del 10 gennaio 1926, Mori mostrò tutta la sua tenacia nello spiegare ai cittadini siciliani l'impegno costante per la lotta alla mafia: “io non disarmo. Il governo non disarma. Voi avete diritto di essere liberati dalla canaglia e lo sarete. L'azione sarà condotta fino a quando tutta la provincia di Palermo sarà redenta”. 13 Il regime fascista non poteva tollerare l'esistenza di uno Stato nello Stato, l'invito a rimanere tranquillo, fatto dal sindaco di Piana dei Greci al presidente del consiglio Mussolini durante il suo viaggio in Sicilia, non poteva non essere inteso come un vero e proprio affronto al regime fascista: “Voscenza, signor capitano,... è cu mia...sotto la mia protezione, Che bisogno aveva di tanti sbirri” 14 . Queste parole pronunciate da Francesco Cuccio destarono un senso di preoccupazione nel duce, che si convinse della necessità di ricorrere ad azioni repressive per imporre l'autorità fascista nell'isola. Tuttavia il bilancio conclusivo sicuramente disattese le aspettative, l'uso della forza si dimostrò inefficace e l'idea secondo la quale lo Stato è più duro degli uomini d'onore e deve battere la mafia dimostrandosi più mafioso dei mafiosi risultò del tutto inappropriata. In particolar modo la tutela dei latifondisti, che da sempre avevano 13 Arrigo Petacco “Il prefetto di ferro” 1975. 14 Pasquale Faseli in “Siamo tutti mafiosi” 2010. 15
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Cooperazione Internazionale e lotta alla criminalità organizzata

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Informazioni tesi

  Autore: Marianna Meriani
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Giorgio Spangher
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 532

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Parole chiave

mafia
criminalità organizzata
europol
interpol
estradizione
rogatorie
cooperazione giudiziaria
cooperazione di polizia
mutua assistenza giudiziaria
crimini transnazionali

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