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Cooperazione Internazionale e lotta alla criminalità organizzata

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esigui. A tal proposito, di buon auspicio sono state le parole del procuratore della Repubblica di Palermo Gian Carlo Caselli, che, fin dai primi anni '90, sottolineava come poche potessero essere le chances di successo nelle indagini per delitti di mafia senza una seria politica di incentivazione dei pentimenti, rendendo noti quei segreti la cui conoscenza è necessaria per disarticolare dall'interno la struttura organizzativa. Proprio in quest'ottica vi è stata l'adozione di una legislazione premiale volta a incentivare il pentitismo e ciò ha fatto sì che attualmente sono le vittime, più deboli, a non parlare, al contrario i mafiosi hanno parlato e continuano a rivelare informazioni importanti sugli affari conclusi e sul sistema di protezione che la mafia è riuscita a creare. E' in quest'abilità di tessere legami con i vari attori sociali che si può individuare il punto di forza dell'organizzazione criminale, è la cosiddetta “mafia in guanti gialli” 11 che ha rafforzato la società mafiosa. I collegamenti criminali vanno al di là della mera contiguità, poco credibili possono apparire le parole di Vito Ciancimino, che, eletto sindaco di Palermo nei lontani anni '70, nel corso di una conferenza stampa arrivò a sostenere che “la mafia è una mentalità” 12 ed è probabile che esistano rapporti tra mafia e politica, ma si deve escludere che la mafia riesca a corrompere i politici. Basti però pensare che egli stesso, dopo solo qualche anno, sarebbe stato condannato a tredici anni di reclusione per associazione a delinquere di stampo mafioso. I legami tra le famiglie mafiose e gli uomini politici sono già evidenti nei primi anni del '900 e vengono confermati dalla ben nota sentenza Notarbartolo: l'onorevole Raffaele Palizzolo venne accusato di essere il mandante dell'omicidio del marchese Emanuele Notarbartolo, esponente di spicco dell'elite siciliana ma nemico della mafia per la sua ostinazione nel combattere la corruzione alle dogane. Nonostante le prove schiaccianti a carico dell'accusato, lo stesso rimase impunito e la sentenza di condanna venne annullata dalla Corte di appello di Bologna per vizio di forma. 11 Nota 10 12 Matteo Tocco in “Libro nero di Sicilia. Dietro le quinte della politica, degli affari e della cronaca della regione siciliana” 1972. 14
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Cooperazione Internazionale e lotta alla criminalità organizzata

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Informazioni tesi

  Autore: Marianna Meriani
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Giorgio Spangher
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 532

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Parole chiave

mafia
criminalità organizzata
europol
interpol
estradizione
rogatorie
cooperazione giudiziaria
cooperazione di polizia
mutua assistenza giudiziaria
crimini transnazionali

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