I centri sociali a Napoli: analisi di uno spazio pubblico

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9 In seguito è stato esaminato il valore degli spazi pubblici, che nell'era contemporanea sembrano gradualmente scomparire per lasciare il posto a degli spazi pubblici commercializzati, legati ad una necessità di profitto e dunque, proprio per questo, meno pubblici. Con ciò si intende rilevare come spesso anche negli spazi pubblici compaiano discriminazioni ed esclusioni, che li portano ad essere accessibili solo ad alcuni. Il che ne mina la stessa natura di ‘pubblicità’. Infine ho analizzato più nel dettaglio tre centri sociali napoletani, cercando di descrivere la loro storia in una chiave geografica, osservando l'interazione con il territorio e con i soggetti che lo popolano. I centri sociali presi in considerazione sono stati Officina 99, il Laboratorio Occupato Ska e il D.A.M.M. Zone Multiple Occupate. Ognuno di questi “casi di studio” ha sviluppato nel tempo un diverso rapporto con il quartiere e con la città, acquisendo, così, una serie di caratteri più o meno stabili, per quanto non fissi (giacché sempre mutevoli in base agli occupanti, che di volta in volta cambiano, o anche solo ai frequentatori). Ad ogni modo per questi centri sociali si può parlare di veri e propri spazi pubblici, e del resto in due casi l'ipotesi è stata confermata anche dalla concessione del comodato d'uso da parte del Comune di Napoli, che ne ha, così, in un certo senso, riconosciuto ed evidenziato la natura di luoghi di utilità pubblica. La ricerca, ad ogni modo, può essere considerata come un punto di partenza per una serie di riflessioni future sulla materia. Riflessioni che senza dubbio potrebbero essere confortate da una serie di dati, che si potrebbero, però, ottenere solo attraverso delle analisi empiriche condotte in tempi più lunghi. Le analisi dovrebbero riguardare la natura dei frequentatori e in tal senso ci si potrebbe giovare di questionari e sondaggi su chi prende parte alla vita dei centri sociali, sulla collocazione nella società, sull'idea che questi soggetti hanno di spazio pubblico. In particolare, analisi potrebbero essere utili per decostruire l'immagine più diffusa pubblicamente dei centri sociali. Frequentemente nei media si parla di “ragazzi dei centri sociali”, facendo riferimento ad un insieme di soggetti che è in realtà è molto difficile identificare. Al punto tale da poter dire con una certa sicurezza che quest'espressione dovrebbe essere modificata. Essa, infatti, è volta a creare nel fruitore dei media un'associazione immediata che non trova riscontro nella realtà dei fatti. I frequentatori dei centri sociali, infatti, non possono essere identificati da

Anteprima della Tesi di Riccardo Cavaliere

Anteprima della tesi: I centri sociali a Napoli: analisi di uno spazio pubblico, Pagina 4

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Riccardo Cavaliere Contatta »

Composta da 131 pagine.

 

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