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I centri sociali a Napoli: analisi di uno spazio pubblico

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12 I. L’importanza di un’analisi locale alla luce del concetto di scala In questo primo capitolo si procederà ad un’analisi puntuale del concetto di scala nelle sue diverse sfumature e soprattutto nelle diverse interpretazioni che nel tempo ne sono state date. Si potrà constatare, così, come all’interno di questa ricerca tale concetto sia utilizzato in un significato ampio, non prescrittivo ma descrittivo e volto, tuttavia, a situare in un orizzonte più definito il fenomeno oggetto d’analisi: quello dei centri sociali. Le definizioni di scala Il discorso sui centri sociali, come vedremo nel corso di quest’analisi, non può essere portato avanti in astratto. Esso, infatti, ha stretti legami con la realtà territoriale in cui i centri sociali sorgono. Ogni forma di vita sociale è necessariamente “situtata” 3 , legata a uno o più luoghi particolari. Ammettere questo non vuol dire, certo, assegnare immediatamente una scala ai processi che sono oggetto di studio. Eppure nell’esaminare tali processi ci si troverà più volte a confrontarsi con un’analisi territoriale collocata in un’ottica di scala relativamente ristretta: quella del locale. La definizione di scala cui si fa riferimento, non è una definizione di tipo cartografico. «La scala cartografica si riferisce alla scala della rappresentazione o alla densità di informazioni presenti su una mappa» 4 . La scala geografica è, invece, «la scala a cui un particolare fenomeno o questione è inquadrata geograficamente» 5 . Un dibattito relativo alla scala in ambito geografico si è sviluppato negli ultimi anni 6 . Parte di ciò si deve all’emergere di movimenti politici, ma soprattutto sociali, che hanno mosso la loro azione dalla constatazione dell’esistenza di alcuni processi di globalizzazione per rivendicare l’importanza del locale. Accenni al concetto di scala si trovano già in Friederich Engels il quale suggeriva come il potere del movimento dei lavoratori dipendesse «dal luogo in cui esso operava e dalla scala alla quale operava» 7 . Tuttavia, i primi a parlare di “scala” sono stati i geografi di impostazione marxista, negli 3 Swyngedouw E. 1997: Neither Global nor Local “Glocalization” and the politics of scale, in Spaces of Globalization Reasserting the Power of the Local, (a cura di) Cox K.R. , Guilford Press, New York, p.142 4 Agnew J. 1997: “The dramaturgy of horizons: geographical scale in the “Reconstruction of Italy” by the new Italian political parties, 1992-95”, in Political Geography, vol.16 n.2, pp.99-121 5 ibidem 6 Moore A., 2008: “Rethinking scale as a geographical category: from analysis to practice”, in Progress in Human Geography vol. 32, n.2, p.203 7 Swyngedouw E. 1997, op.cit., p.145
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I centri sociali a Napoli: analisi di uno spazio pubblico

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Informazioni tesi

  Autore: Riccardo Cavaliere
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Napoli "L'Orientale"
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Rosario Sommella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 131

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