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Gli askoi ad anello tardo-villanoviani ed orientalizzanti dell'Italia centrale tirrenica

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8 La teoria dell’archeologo spagnolo, pur non dando indicazioni esaurienti sugli askoi ad anello, risulta ancor oggi affascinante e l’idea dell’influenza orientale nella ceramica etrusca è stata avvalorata dalle successive ricerche. Nel 1948 si deve ad Einar Gjerstad la pubblicazione di interessanti materiali ceramici, tra cui rari askoi ad anello, ritrovati a Cipro in contesti databili tra il 1050 ed il 950 a. C 8 . Tra il 1959 9 ed il 1965 10 , ricerche archeologiche effettuate dal Gjerstad a Roma, nel Foro Boario, volte a studiare la fase preurbana dalla città, hanno portato alla luce, tra numerosi frammenti ceramici, un askos con corpo ad anello verticale, identificato dallo studioso come brocca, senza che ne venisse accertata la produzione e l’origine culturale. I primi studi in cui si ritrova un’analisi della tipologia, propedeutica ad uno studio approfondito, possono esser considerati a buon diritto l’articolo di Camporeale sulla rivista Studi Etruschi, XXXII, pubblicato nel 1964 11 e la monografia di Hencken sulla città di Tarquinia di epoca villanoviana, pubblicato nel 1968, che, tra le altre testimonianze, documenta protomi di toro su askoi anulari in impasto 12 . Nel suo saggio in StEt, Camporeale tratta dei rapporti tra Vetulonia e Tarquinia e, nel fare l’analisi sulle relazioni intercorse tra i due centri a partire dall’epoca villanoviana, stila un elenco di materiali in bronzo ed in terracotta riferibili all’uno e all’altro centro. Tra questi materiali sono menzionati gli askoi ad anello con doppio foro, uno dei quali a protome di ariete, per i quali l’autore si pone il problema dei centri di produzione. A ben vedere, infatti, se da un lato l’askos con protome animale è comune nel repertorio vascolare del Villanoviano tarquiniese, l’autore nota che la tipologia dell’anello rimanda ad esemplari documentati a Troia, Cipro, in Beozia ed in Sicilia. Tuttavia, nella sua analisi, Camporeale sembra rigettare l’idea che gli esemplari etruschi possano provenire da prototipi anatolici e tanto meno ciprioti o beoti, i quali, stando alla sua opinione, rientrano nell’ambito dei kernoi. 8 GJERSTAD 1948. 9 GJERSTAD 1960. 10 GJERSTAD 1966. 11 CAMPOREALE 1964, p.3 e ss. 12 HENCKEN 1968.
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Gli askoi ad anello tardo-villanoviani ed orientalizzanti dell'Italia centrale tirrenica

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Informazioni tesi

  Autore: Silvia La Rocca
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Archeologia
  Relatore: Vincenzo Bellelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 164

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