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Gli askoi ad anello tardo-villanoviani ed orientalizzanti dell'Italia centrale tirrenica

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11 Nel corso degli anni ’90 il bagaglio delle conoscenze si arricchisce di nuove osservazioni grazie, anzitutto, alle pubblicazioni di Camporeale che redige un catalogo sulla collezione C.A. 22 , conservata a Ginevra. Nel catalogo viene descritto un askos con decorazione figurata incisa, di provenienza sconosciuta, ma che lo studioso attribuisce a fabbrica ceretana. In un articolo del ’94, pubblicato sulla rivista StEt, lo stesso autore cita askoi ad anello in qualità di oggetti dall’uso particolare associati a manufatti particolarmente pregiati, rinvenuti all’interno di alcuni corredi tombali chiusini appartenenti ad aristocratici etruschi. Si data al 1994 il contributo della Micozzi 23 , che nell’affrontare la discussione sulla ceramica «white-on-red», pubblica quello che fino a quel momento era considerato l’unico esemplare di askos ad anello in questa classe ceramica. In quest’occasione, la studiosa, oltre a dare una descrizione dell’esemplare esposto a Lipsia, fornisce alcune informazioni sull’origine della forma e, nello specifico, argomenta brevemente dei prototipi villanoviani, caratterizzati da protomi animali, mentre ricorda come gli esemplari di VII secolo a. C., perdendo la configurazione zoomorfa, si avvicinino a modelli greci di età geometrica. Negli stessi anni la Moretti Sgubini 24 si occupa dello studio della città di Tuscania e delle produzioni ceramiche di Vulci che, tuttavia, non forniscono ulteriori dettagli alla conoscenza degli askoi ad anello. Bisogna attendere le pubblicazioni più recenti per poter avere contributi più dettagliati, precisamente, dal 2000 in poi, in occasione di studi ad ampio respiro, è possibile ricavare nuovi dati su askoi fino ad allora inediti. Oltre ad una nuova pubblicazione del Bedini 25 sulla tomba 70 della Laurentina, risulta interessante la riflessione della Peserico, in un articolo pubblicato nel 2000, sul ruolo svolto da Rodi e dall’area egea nella diffusione di alcune tipologie vascolari nel Mediterraneo occidentale 26 . Tra i materiali ceramici trattati compaiono anche delle brocche a corpo anulare a sviluppo verticale, diffuse in diversi centri di Rodi, a Coo, a Thera e a Creta che la studiosa ritiene attardamenti culturali di prototipi ciprioti risalenti all’età del Bronzo. Se da un lato 22 CAMPOREALE 1991, p.139 e ss. 23 MICOZZI 1994. 24 MORETTI SGUBINI 1991; MORETTI SGUBINI 1994. 25 BEDINI 2000, p.355 e ss. 26 PESERICO 2000, p.139 e ss.
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Gli askoi ad anello tardo-villanoviani ed orientalizzanti dell'Italia centrale tirrenica

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Informazioni tesi

  Autore: Silvia La Rocca
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Archeologia
  Relatore: Vincenzo Bellelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 164

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