Esperienze futuriste tra Parma e Piacenza

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Capitolo primo – Inquadramento storico-artistico del movimento futurista 12 1905: fu proprio attorno a questa discussione che si creò un primo nucleo di letterati, tra cui Paolo Buzzi, Corrado Govoni e Aldo Palazzeschi, che in seguito aderirono al Futurismo contribuendo a farlo decollare. Le intenzioni di Marinetti si fecero però ben presto piø radicali e per tagliare i ponti con la tradizione dovette necessariamente indirizzare i suoi strali contro quelle poetiche che aveva contribuito a diffondere. Mentre Lucini auspicava l’avvento di un simbolismo nazionale, i futuristi già si prodigavano per gettare le basi della prima avanguardia letteraria europea, che si potè dire compiuta con la teorizzazione delle parole in libertà formulata nel Manifesto tecnico della letteratura futurista datato 11 maggio 1912, in cui si cantava la fine di qualsiasi verso, anche di quello libero, e la distruzione della sintassi tradizionale. L’avversione nei confronti del passato non poteva permettere a Marinetti di indugiare nell’ambito del verso libero e per proporre un movimento artistico che fosse davvero capace di riportare l’Italia al passo delle altre nazioni serviva un atto di ribellione totale ai canoni imposti dalla cultura accademica: è in quest’ottica che si pone l’appello alla distruzione dei musei e delle biblioteche. Non si può certo pensare che egli auspicasse davvero tutto ciò, è evidente che si trattava di affermazioni paradossali e simboliche: il passato andava relegato al suo posto e la nuova arte doveva essere espressione di una poetica originale che fosse al passo coi tempi, dinamica come la società che doveva rappresentare. Nacque così una nuova estetica della vita moderna che mirava ad abbracciare tutti i campi artistici e soprattutto aveva l’ambizione di divenire un punto di riferimento nel dibattito artistico europeo. Scegliere «Le Figaro» come testata da cui lanciare il movimento si rivelò in questo senso un’azzeccata manovra strategica, che permise al testo ideologico e poetico di essere rapidamente ed efficacemente divulgato, destando scalpore e suscitando dibattiti anche al di fuori dei confini nazionali. Marinetti intuì che per diffondere il proprio messaggio era necessario creare un linguaggio adatto alla nuova società di massa, per questo si occupò di generi snobbati dalla maggior parte degli artisti a lui contemporanei come la pubblicità,

Anteprima della Tesi di Marcello Ghiretti

Anteprima della tesi: Esperienze futuriste tra Parma e Piacenza, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Marcello Ghiretti Contatta »

Composta da 252 pagine.

 

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