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La tutela della lavoratrice madre nell'ordinamento italiano

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7 Se infatti la Legge n. 1789 del 2 luglio 1929 prevedeva un solo mese di congedo dopo il parto, la successiva Legge n. 860 del 1950 lo estendeva a otto settimane, mentre il vigente Testo unico in materia di sostegno alla maternità e alla paternità protrae il periodo di interdizione dal lavoro, di regola, fino a tre mesi dopo il parto. Contemporaneamente si è assistito alla progressiva parificazione della situazione giuridica del padre nella condivisione dei diritti e doveri che derivano dalla maternità. Gli interventi della giurisprudenza costituzionale, in seguito codificati dal legislatore nazionale, hanno progressivamente provveduto a riconoscere al padre i medesimi diritti e oneri connessi alla maternità. Un’importante innovazione della disciplina si è avuta con la Legge 8 marzo 2000 n. 53, la quale ha dato attuazione alla Direttiva CEE n. 34 del 1996. La suddetta Legge si è proposta il fine di sostenere le responsabilità genitoriali, promuovere le pari opportunità e la condivisione delle responsabilità tra donne e uomini. La nuova normativa ha introdotto il principio del riconoscimento per entrambi i genitori, in maniera autonoma e disgiunta, del diritto alla cura della famiglia. In particolare la normativa attuale contempla, accanto ad ipotesi in cui il diritto del padre è “derivato” da quello della madre, come nel caso di astensione obbligatoria, altre fattispecie ove il diritto del padre è “originario”, ovvero svincolato dall’impossibilità per la madre di esercitare il medesimo diritto. In particolare, l’innovativo strumento del congedo parentale consente ad entrambi i genitori, e fino al compimento dell’ottavo anno di età del minore, di godere di periodi di astensione facoltativa, continuativi o frazionati. La grande novità è che la sospensione del rapporto di lavoro è diventato un diritto sessualmente neutro, non necessariamente collegato all’essere madre, bensì nell’avere figli, naturali o adottivi, dei genitori lavoratori 3 . La suddetta neutralità del congedo parentale svela l’ambizioso obiettivo di riequilibrare le responsabilità familiari tra i due genitori e di ridistribuire i ruoli nella sfera lavorativa 4 . Tale progressiva modificazione del sistema normativo, il cui impulso determinante è derivato dalla normativa comunitaria, pone il fondamento per una attuazione della tutela della maternità che volge verso la genitorialità 5 . 3 R. Del Punta, La nuova disciplina dei congedi parentali familiari e formativi, in Rivista italiana di diritto del lavoro, 2000, p. 162. 4 L. Calafà, La prestazione di lavoro tra assenze e (dis)equilibri familiari, in Lavoro e diritto, 2001, p. 149. 5 L. Cassetti, op. cit., p. 648.,
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La tutela della lavoratrice madre nell'ordinamento italiano

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Informazioni tesi

  Autore: Stefania Fontana
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Economia
  Corso: Relazioni di lavoro
  Relatore: AlbertoLevi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 185

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