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La tutela della lavoratrice madre nell'ordinamento italiano

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12 Tale progetto fu temporaneamente accantonato per ragioni di natura politica ed economica e ripreso qualche anno più tardi con la Legge n. 520 del 17 luglio 1910 che istituiva la Cassa nazionale di maternità 16 , come una sezione autonoma della Cassa nazionale di previdenza, per le operaie contemplate nel Testo unico del 1907, lasciando ancora senza alcuna protezione le lavoratrici a domicilio. In seguito all’emanazione del Regio decreto n. 1382 del 26 dicembre 1911 come regolamento d’esecuzione, dal 6 aprile 1912 fu elargito un sussidio in misura fissa indipendente dal salario e dall’età delle lavoratrici; tale diritto spettava anche in caso di aborto dopo il terzo mese di gravidanza, mentre ne veniva escluso chi non rispettava il periodo di astensione obbligatoria. Immediatamente si verificò un netto squilibrio tra entrate e uscite dovuto al sistema di finanziamento previsto 17 e la Cassa nazionale di previdenza dovette intervenire a più riprese per colmare il deficit. Per risolvere questa situazione, la disciplina venne modificata attraverso il Decreto legge luogotenenziale n. 322 del 17 febbraio 1917 ed il rispettivo regolamento (Decreto legge luogotenenziale n. 1071 del 21 giugno 1917), che stabilirono l’unificazione del contributo a prescindere dalla fascia d’età delle lavoratrici ed un aumento della contribuzione a carico dello Stato e del datore di lavoro. Nel decennio successivo, prima del periodo fascista, il sistema di protezione così delineato subì solo lievi integrazioni. In particolare, il regolamento per l’attuazione del Testo unico sul lavoro di donne e fanciulli Decreto legge luogotenenziale n. 1136 del 1916 stabilì regole più precise sulle camere di allattamento; la circolare n. 409819 del 1917 del Ministero della guerra dettò norme più rigorose sugli adempimenti burocratici in materia; l’articolo 8 del Decreto legge luogotenenziale n. 112 del 1919 sul contratto di impiego nel settore privato, stabilì il diritto alla conservazione del posto di lavoro per un periodo di tre mesi in caso di malattia dovuta al parto di un’impiegata; infine, il Regio decreto legge n. 543 del 1920 deliberò un incremento del sussidio di puerperio. 16 P. Lambertucci, Diritto del lavoro, Giuffrè, Milano, 2010, p. 585. 17 La contribuzione era dimezzata in caso di operaia sotto i vent’anni, equipartita tra la lavoratrice e imprenditore, con un quarto della spesa a carico dello Stato.
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La tutela della lavoratrice madre nell'ordinamento italiano

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Informazioni tesi

  Autore: Stefania Fontana
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Economia
  Corso: Relazioni di lavoro
  Relatore: Alberto Levi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 185

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