L'analisi di bilancio come strumento di valutazione del licenziamento per giustificato motivo oggettivo: un caso operativo

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12 ai sensi dell'art. 3 l. 15 luglio 1966 n. 604, è determinato non da un generico ridimensionamento dell'attività imprenditoriale, ma dalla necessità di procedere alla soppressione del posto o del reparto cui è addetto il singolo lavoratore, soppressione che non può essere meramente strumentale ad un incremento di profitto, ma deve essere diretta a fronteggiare situazioni sfavorevoli non contingenti; il lavoratore ha, quindi, il diritto a che il datore di lavoro (su cui incombe il relativo onere) dimostri la concreta riferibilità del licenziamento individuale a iniziative collegate ad effettive ragioni di carattere produttivo-organizzativo e non ad un mero incremento di profitti e che dimostri, inoltre, l'impossibilità di utilizzare il lavoratore stesso in altre mansioni equivalenti a quelle esercitate prima della ristrutturazione aziendale”. Tale principio giurisprudenziale trova attualmente conferma sul piano legislativo all’art. 30 del Collegato Lavoro 30 con cui stabilisce che, in quei casi in cui nelle disposizioni di legge siano contenute clausole generali, comprese quelle legate al recesso, il controllo giudiziale si limita esclusivamente all’accertamento del presupposto di legittimità e non può essere esteso al sindacato di merito sulle valutazioni tecniche, organizzative e produttive che competono al datore di lavoro. Anche se queste sentenze partono da premesse comuni relativa all’insindacabilità delle scelte imprenditoriali, la giurisprudenza è tuttavia ancora oggi divisa su aspetti relativi alla sindacabilità di congruità e non pretestuosità della scelta aziendale. In particolar modo verrà verificato se la ristrutturazione aziendale è stata effettivamente svolta per ottenere una riduzione dei costi o un semplice incremento dei profitti. Secondo questo primo indirizzo, affinché il licenziamento sia legittimo, occorre che la decisione del datore di lavoro sia dovuta da una situazione sfavorevole esterna di mercato, che sfugga al controllo e alla volontà dell’imprenditore, rappresentando una situazione duratura che incida significativamente sul business 31 . Tra le sentenze “più estreme” di questo indirizzo si trova il caso in cui si è ritenuto illegittimo un licenziamento motivato dalla perdita di un appalto di pulizia, da cui scaturiva la necessità da parte dell’azienda di ridurre il personale. In questo caso veniva ritenuta insufficiente la motivazione, in quanto la scadenza di un contratto non equivale all'impossibilità di rinnovarlo, ed è mancato l'accertamento circa l'effettiva perdita dei contratti in scadenza o 30 Legge n. 183 del 04 novembre 2010 meglio conosciuta come Collegato Lavoro. 31 Giustiniani M., Il licenziamento per motivo oggettivo: la legittimità del recesso per motivi “economici”, Ventiquattrore Avvocato, 2011, n. 6, p. 72.

Anteprima della Tesi di Luca Scarpa

Anteprima della tesi: L'analisi di bilancio come strumento di valutazione del licenziamento per giustificato motivo oggettivo: un caso operativo, Pagina 11

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Luca Scarpa Contatta »

Composta da 193 pagine.

 

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