Carlo Ginzburg: una biografia intellettuale

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14 schema colto” 20 . Un primo abbozzo di studi sulle credenze delle streghe, si ebbe nella metà dell’Ottocento, per quanto esse fossero ritenute frutto di allucinazioni da uso di sostanze stupefacenti; con Margaret Murray, egittologa inglese, lo studio dell’argomento entrò in profondità. Pur contenendo un “nocciolo di verità”, attualmente il suo studio risulta screditato, poiché ella sosteneva la realtà dei convegni confessati dalle donne; lasciando però da parte le affermazioni più rischiose, la deformazione di un qualche antico culto di fertilità nelle orge praticate nei sabba, si può ritenere un’ipotesi sensata. È però arduo ricondurre la stregoneria popolare a qualche culto simile, in quanto è importante saper leggere le confessioni delle donne accusate e distinguere al loro interno i vari livelli di “verità”. L. Weiser-Aall, nella sua opera Handwörterbuch des deutschen Aberglaubens 21 parlava di contatto tra stregoneria popolare e colta, e sosteneva che già nel X secolo esisteva un culto tipicamente femminile fatto di voli notturni, metamorfosi e di totale assenza dell’elemento diabolico, che faceva riferimento a una divinità femminile, Diana, Erodiade, Holda o Perchta, nomi diversi per indicare la stessa persona. In realtà in questi tipi di culto, le streghe apparivano però nemiche dei raccolti, anzi erano evocatrici di tempeste e distruzioni, di uomini e animali. In quest’opera Ginzburg indagava invece proprio un culto di fertilità, totalmente privo di connotazioni diaboliche, di gesti sacrileghi verso la fede o i sacramenti, il quale venne trovato in forme simili persino in Lituania, il che lo portò ad affermare una probabile ampia diffusione in Europa centrale di credenze simili 22 . Lentamente questo culto, nelle mani degli inquisitori, che accusavano i contadini di stregoneria e patti diabolici, si trasfigurò, configurandosi nell’immagine del sabba. Soggetto dell’opera fu quindi questo gruppo di contadini (le prime dichiarazioni spontanee risalgono alla fine del Cinquecento, in un’area attorno a Cividale del Friuli) friulani, dotati della caratteristica fisica di “essere nati con la camicia”, che affermavano di uscire la notte in forma di spirito, durante le quattro tempora 23 , a cavallo di animali, armati di mazze di finocchio, per combattere streghe e stregoni 20 Idem, p, IX. 21 Citato da Carlo Ginzburg in , I Benandanti. Stregoneria e culti agrari tra Cinquecento e Seicento, Einaudi, Torino, ultima ed. 2002, p. XI. 22 Idem, p. XII. 23 Il periodo all’inizio inizio delle quattro stagioni, in cui si pregava e digiunava. Le quattro tempora cadono fra la terza e la quarta domenica di Avvento, fra la prima e la seconda domenica di Quaresima, fra Pentecoste e la festa della Santissima Trinità e generalmente la settimana seguente l'Esaltazione della Santa Croce, 14

Anteprima della Tesi di Elisa Giovinazzo

Anteprima della tesi: Carlo Ginzburg: una biografia intellettuale, Pagina 12

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Elisa Giovinazzo Contatta »

Composta da 263 pagine.

 

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