La scuola della fantasia. I bambini e le bambine di Gianni Rodari

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7 per l’infanzia ha forse presentato una così sterminata galleria di gatti, sempre visti con amore e simpatia. La morte del padre, nel 1929, per Gianni è un trauma profondo, anche perché determina un netto cambiamento nella vita e nelle condizioni economiche della famiglia, e il trasferimento dalla natia Omegna. La madre, infatti, dopo la morte del marito, manda il figlio da una sorella nubile, che lavora nella casa del capostazione di Gavirate. Gianni vi resta un paio di mesi. A nove anni, solo e ancora traumatizzato del lutto, si ritrova nella favolosa atmosfera di una stazione, affascinato dal passaggio e dalle manovre dei treni, immerso in inevitabili fantasie di viaggio, e forse invidioso della felice libertà dei viaggiatori. Anche i treni diventeranno un «motivo» della sua opera, a cominciare dal secondo volume di poesie, Il treno delle filastrocche, del 1952. A undici anni entra nel seminario di San Pietro Martire di Seveso, presso Milano, e ne esce a quattordici anni. La vocazione è ormai sparita, anche se non ancora il sentimento religioso. Da privatista dà gli esami per il diploma di terza ginnasiale. Tra il 1934 e il 1937 frequenta l’Istituto magistrale Manzoni di Varese e per provvedere alle sue piccole spese personali, dà lezioni private. Mentre frequenta le magistrali, per tre anni prende lezioni di violino e sarà proprio la musica a farlo legare con alcuni coetanei; in questo periodo, due amici influiscono fortemente su di lui: Nino Bianchi (che suona il mandolino) e Amedeo Marvelli, che scrive poesie e dipinge, e con il quale ha comuni interessi e rispondenze culturali. Sia Nino che Amedeo moriranno giovanissimi, drammaticamente, e Rodari li ricorderà non solo nella Grammatica della fantasia, ma soprattutto in molte poesie e scritti inediti: «… Santa Caterina del Sasso, un santuario a picco sul lago Maggiore. Ci andavo in bicicletta. Ci andavamo insieme, Amedeo e io. Siedevamo sotto un fresco portico a bere vino bianco e a parlare di Kant. Ci trovavamo anche in treno, eravamo entrambi studenti pendolari. Amedeo portava un lungo mantello blu. In certi giorni sotto il

Anteprima della Tesi di Rosaria Pia Carbone

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Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della formazione continua

Autore: Rosaria Pia Carbone Contatta »

Composta da 84 pagine.

 

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