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Finanza islamica: le peculiarità dei fondi islamici; il caso BNP Asset Management.

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10     emersi a Medina, sui quali esisteva un consenso unanime dei colti della città stessa. La scuola giuridica malikita è quella prevalente oggi in tutto il Nord Africa. -­‐ Sciafeismo: fondato nell’820 d.C, ritiene che le fonti primarie del diritto musulmano siano: il Corano; i detti e fatti del Profeta (hadith) ; ijma, il consenso raggiunto fra tutti i dotti della comunità; analogia (qiyas), che riconosce una minima indipendenza dell’intelligenza umana nello sforzo di adattare le norme contenute nelle fonti primarie alla realtà variabile della società. -­‐ Hanbali: risale all’855 d.C. Viene fondata da Ahmad ibn Hanbal (Baghdad, 780-855), il quale si opponeva in modo radicale a qualunque forma di intromissione della ragione umana, ritenendola arbitrariamente soggettiva, nell’interpretazione delle due fonti primarie dell’Islam, Corano e Sunna. 13 1.2 Sviluppi storici La prima istituzione di credito islamica della storia moderna 14 nacque in Egitto nel 1963, nel villaggio di Mit Ghamr, quando l’economista egiziano El Najjar aprì la prima Cassa Rurale di Risparmio grazie a fondi del governo e di finanziatori tedeschi. Per garantire la conformità della banca ai principi islamici, al-Najjar istituì il primo “consiglio di supervisione religioso” (lo Shar’ia Board, che sarà ripreso in seguito) formato da uomini di religione, col compito di valutare se gli asset in cui la banca investiva erano leciti; la Mit Ghamr Saving Bank usò solo due tipi di contratti (dei dodici attualmente possibili e in uso dalle banche del genere) cioè il finanziamento partecipativo (mudaraba 15 ) e la presa di partecipazione (musharaka 16 ): per questo agli inizi degli anni ’70 l’economia islamica era essenzialmente embrionale: “nessuno pensava che le banche islamiche sarebbero cresciute come lo sono ai giorni nostri; la gente pensava che fosse un’idea tanto strampalata quanto poteva essere parlare di whisky                                                                                                                           13 Vedi www.islam-online.it per la descrizione sulle scuole giuridiche islamiche. 14 In India già a fine 1900 una minoranza musulmana creò dei prestiti “interest free”, compatibili con la Shari’ah arrivando poi a una vera e propria istituzione, la Anjuman Imdad-e-Bahmi Qardh Bila Sud” (Interest Free Credit Society) stabilita in India, ad Hyderabad, nel 1923. Vedi Iqbal e Mirakhor, Introduction in An Introduction to Islamic Finance: Theory and Practice, John Wiley and Sons, Singapore, 2007, pag.23. 15 Il contratto Mudaraba: accordo tra due parti delle quali una fornisce il 100% del capitale per un affare e l’altra, indicata come il “mudarib”,conduce l’affare usando le sue capacità. I profitti derivanti dall’affare sono distribuiti secondo percentuali stabilite in anticipo. Le perdite sono a carico solamente di chi fornisce il capitale mentre il “mudarib” perde solo il tempo, gli sforzi e la possibilità del guadagno derivanti dall’operazione. (vedi Paolo Youssef Antognoli, “Finanza Islamica, la soluzione possibile” in www.islam-online.it) 16 Il contratto Musharaka: entrambe le parti contribuiscono al finanziamento di un affare. Le parti concordano in anticipo la percentuale dei profitti mentre le perdite sono divise secondo le quote di partecipazione al progetto. (vedi Paolo Youssef Antognoli, “Finanza Islamica, la soluzione possibile” in www.islam-online.it). I contratti mudaraba e musharaka verranno ripresi in seguito.
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Finanza islamica: le peculiarità dei fondi islamici; il caso BNP Asset Management.

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Informazioni tesi

Autore: Elena Bianchi
Tipo: Laurea liv.I
Anno: 2009-10
Università: Università degli Studi di Verona
Facoltà: Economia
Corso: Economia aziendale
Relatore: FlavioPichler
Lingua: Italiano
Num. pagine: 158

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