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Il ruolo dei fondi pubblici nel finanziamento all'innovazione. Il caso della E++ S.r.l.

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- 6 - Gli studi in ambito innovativo sono stati dapprima esigui e marginali ed affrontavano la questione con un approccio prettamente ingegneristico, trascurandone gli effetti ben piø vasti e dirompenti. Il vero precursore della dottrina dell’innovazione fu, a tutti gli effetti, Joseph Shumpeter 1 ; egli per primo sviluppò una teoria secondo la quale non bastava studiare l’economia attraverso l’analisi della distribuzione delle risorse, ma il progresso andava esaminato come un processo che, dominato dall’innovazione, portava al miglioramento qualitativo secondo il suo famoso principio della “distruzione creativa”. Durante gli anni sessanta del XX secolo, l’economia dell’innovazione è diventata un vero e proprio campo di ricerca a sØ, separato dalle discipline “classiche” del panorama economico e negli ultimi decenni sono sorti sempre maggiori istituti di ricerca specializzati, a conferma dell’incrementale importanza assunta dall’argomento. Per cogliere concretamente l’essenzialità dell’innovazione all’interno delle realtà imprenditoriali attuali, credo sia utile partire cercando una definizione che ne contenga i tratti salienti, nonostante la poliedricità del fenomeno che lo rende difficile da fotografare in modo statico. Cercando di miscelare i contributi appresi dalla bibliografia analizzata, propongo di seguito una mia personale definizione, che ritengo possa essere consona al tema specifico trattato nella tesi in oggetto (vedendola cioè nella sua accezione economico-imprenditoriale); lascio naturalmente al lettore il beneficio della critica per il carattere eccessivamente semplicistico della stessa, ma, come già ricordato, risulta praticamente impossibile riuscire nell’intento di definire il concetto in modo democratico ed omogeneo. L’innovazione rappresenta la capacità di un’impresa di accumulare conoscenza (interna, tacita o esplicita 2 che sia, o esterna, acquisendola in 1 Joseph Shumpeter (1883-1950) dopo una formazione in legge ed economia a Vienna, tentò con esigui risultati una breve esperienza sia in politica sia in ambito bancario, ma i suoi maggiori successi li ottenne nella sua brillante carriera accademica, dapprima all’Università di Bonn e successivamente ad Harvard. Tra le sue pubblicazioni piø importanti troviamo la Teoria dello sviluppo economico (1911), i due volumi di Cicli economici (1939), Capitalismo, Socialismo e Democrazia (1942), e Storia dell’analisi economica (1954). 2 La conoscenza è distinta in due differenti categorie: - la conoscenza tacita, rintracciabile nelle abilità professionali, nei modelli mentali, nei principi e nei valori delle persone, è difficilmente esprimibile e formalizzabile, in quanto insita nelle persone e fortemente soggettiva; - la conoscenza esplicita, facilmente trasferibile in modo formale e sistematico poichØ codificata spesso e volentieri in documenti, codici e formule scientifiche.
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Informazioni tesi

  Autore: Stefano Bruna
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economico-aziendali
  Relatore: Stefano Bresciani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 271

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innovazione
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