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How the "smart city" model matches equity issues. A comparative study of Stcokholm and Torino.

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1. THEORETICAL BACKGROUND 8 interests’ that this relationships can bring together (Ibidem, ivi) 4 . Furthermore developing commercial relations between local governments, citizens and private businesses can easily increase the risk of a ‘market-led smart agenda’ whose first goal is to provide a strong pro-business environment. What is not considered, however, is that mobile capital can often move from a town to another according to where it receives a better deal so that local investment in ICTs, human capital and social learning holds no guarantees for a long-term urban development. The idea of smart communities where business government and residents use new technology to improve life and work in their region looks to semplicistic. The question that immediately rises is “how to effectively balance the needs of the community, with both those of local government and the need of business”? (Ibidem: 309). The social and human dimension (social leaning, tolerance, social capital, education) of the city is usually emphasized, more than the technological factor. When we talk about ‘creative city’; this is one of the rare examples where the focus is on how alternative cultures can fuel urban growth rather than relying completely on new technology and corporate businesses. To conclude a smart city has to be an inclusive city which implies social cohesion and sense of belonging, feelings that can find some ways to express themselves through technologies but they don’t rely on it. To be a technological city is not enough; cities are not just broadband networks and being connected is no guarantee of smartness 5 . Another weak point we can find it in the smart ideology which is merging business competitiveness with social well-being; stated goals are at the same time to enhance local competitiveness and to improve the quality of life of citizens. Cities’ first imperative is to attract capital , to serve global mobile ICTs businesses more than ordinary citizens 6 . Graham (2002) well explains how the diffusion of such kind of businesses contributes to the polarization of urban regions, both economically and 4 More investment in urban infrastructure, technology sectors, telecommunication means at the same time less resources left for the public welfare, thereby creating social polarization (Hollands 2008). 5 The author is clearly against the utopia that ICT itself can automatically transform and improve a city. Information Technology is not a universal panacea for urban communities; its effects depend on how we use it, for social and political different purposes. It has to be utilized socially, empowering and educating people (especially socially marginalized people). 6 The supporter of neoliberaism, however, justify the business-led economy as the only one able to provide those investiments necessary to enable a city to develop and prcolaim itself ‘smart’ (Pandini 2012).
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How the "smart city" model matches equity issues. A comparative study of Stcokholm and Torino.

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Informazioni tesi

  Autore: Claudia Coletta
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Sergio Bernardino Scamuzzi
  Lingua: Inglese
  Num. pagine: 131

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Parole chiave

torino
environment
eurostat
knowledge economy
smart city
urban sociology
stockholm
post-fordism
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