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Ripensare Riparando. Riflessione sulla dimensione psicologica della mediazione penale.

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Ecco, dunque, come viene a cadere il monopolio del potere repressivo detenuto dalla stato sociale e come acquista efficacia e credibilità una procedura che può definirsi alternativa nella misura in cui “risponde ad una logica del tutto diversa da quella sottesa al modello processuale” 1 e non perché abbia la pretesa di sostituirsi definitivamente a questo; di conseguenza la mediazione può essere intesa come parallela al processo perché con questo coesiste e ad esso gli interessati possono accedervi prima o dopo aver percorso la strada della riconciliazione. E se qualcuno volesse obiettare che tale procedimento possa garantire esiti positivi in relazioni a reati di grave entità mentre mostrerebbe la propria debolezza facendo il suo ingresso in circostanze che richiamano responsabilità penali, allora si potrebbe contestare la posizione portando come esempio quello della Nuova Zelanda, dove la tradizione di risoluzione conflittuale propria dei Maori, quella improntata alla composizione, cioè alla rielaborazione del conflitto sulla base del confronto diretto e del dialogo, ha ispirato l'istituzione, a metà degli anni Ottanta, del FGC (Familt Group Conferencing), come strumento di prevenzione e, in generale, di gestione della criminalità minorile che né un approccio tradizionale e rigoristico di giustizia né un approccio orientato alla rieducazione riuscivano a disciplinare. Come riporta Maria Grazia Mannozzi nella sua citata opera, dopo un momento di sperimentazione del modello applicato maxime ai giovani criminali della comunità Maori e, più diffusamente, ai minori legati a contesti socio-economici e culturali rischiosi e vacillanti, nel 1989 il Children and Young Persons and Their Family Act insieme con il precedente Criminal Justice Act del 1985 hanno normalizzato il FGC come strumento alternativo di risoluzione dei conflitti. Per l'attuazione del modello è stato preposto un ufficio competente che valuta l'applicabilità o meno del modello stesso per i reati commessi da minori di età compresa tra i 14 e i 16 anni, che abbiano attestato la propria responsabilità. La legge dispone che l'Ufficio per il FGC possa gestire controversie relative a reati di qualunque natura, fatta eccezione per l'omicidio, doloso o colposo che sia. Qualora, a seguito della prima valutazione, il caso risulti inidoneo alla procedura esso viene deferito alla Corte ordinaria. 1 Grazia Mannozzi, La giustizia senza spada. Uno studio comparato su giustizia riparativa e mediazione penale, Milano, Giuffrè Editore, 2003, p. 32. 10
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Informazioni tesi

  Autore: Ciro Intermite
  Tipo: Tesi di Master
Master in La vittima e l'intervento psico-pedagogico, sociale e giuridico più appropriato
Anno: 2012
Docente/Relatore: Antonio Godino
Istituito da: Università degli Studi di Lecce
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 107

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Parole chiave

gruppoanalisi
mediazione penale
dialogo
mediazione civile
comunicazione narrativa
trattamento di reati sessuali
esperienza di milano-bollate

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