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I Partnership Frameworks dell'Alleanza Atlantica: Istituzionalismo e Neorealismo a confronto

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9 Oltre ad essere perciò strumenti di potere 4 , le alleanze storiche possono essere identificate come «tools of management» e di condizionamento reciproco 5 , basate sullo squilibrio della minaccia e dunque sulla costituzione di un balancing strutturale 6 , oppure sul bisogno di ottenere profitti aggiuntivi 7 . Ed esse inoltre, dai tempi dell’antica Grecia a quelle Medievali e Napoleoniche fino ai due conflitti mondiali, sono sempre state caratterizzate da un’ulteriore particolarità, quella della flessibilità nella scelta degli alleati: una volta esaurita la minaccia che aveva contribuito alla formazione di un patto o di un trattato fra due o più partners strategici, questi ultimi si allontanavano reciprocamente, alla ricerca di nuovi alleati più utili nel contrastare un nuovo pericolo: i “soci” venivano perciò scelti non tanto in base ad affinità ideologiche o costitutive, bensì al loro immediato valore strategico e geopolitico e alle capacità che potevano apportare nella lotta contro un nemico ritenuto pericoloso da entrambe le parti. La “forma” della NATO ricalcava dunque, sin dalle sue origini, quella delle alleanze militari storiche più solide che si sono succedute nei secoli, con una base formale costitutiva, la Carta Atlantica; un obiettivo in comune fra tutti gli alleati, la sicurezza del continente europeo e, in generale, dell’area euro-atlantica; un nemico definito contro cui salvaguardare questo obiettivo, l’Unione Sovietica; infine, uno stato-guida che ne ha promosso la creazione, dotato di influenza, capacità militari maggiori, in grado cioè di far funzionare l’alleanza in vista dello scopo in comune, ovvero gli Stati Uniti. Con l’obiettivo primario di difendere la sicurezza atlantica, ed in particolare quella europea, in un momento di forte instabilità economica, politica e sociale, soprattutto per gli alleati del Vecchio Continente, attraverso la NATO venivano posti perciò i principi, dal punto di vista formale, per una sicurezza “cooperativa” e “condivisa”, sebbene una collaborazione militare credibile fra i diversi Alleati sarebbe stata possibile solo nel momento in cui tutti avessero raggiunto gli stessi standard militari (dal punto di vista degli equipaggiamenti, degli apparati di sicurezza, del grado di tecnologia e delle risorse disponibili), fattori che resero gli Stati Uniti i leader incontrastati dell’Alleanza per diversi decenni, grazie anche al possesso dell’arma per eccellenza, quella atomica. Ecco allora delinearsi il ruolo storico della potenza statunitense: gli stessi paesi europei erano consapevoli, infatti, della necessità di mantenerla engaged e committed sul continente, la sola con le capacità e gli strumenti essenziali per provvedere ad un ordine “imparziale” sul suolo europeo e per difenderlo da eventuali derive di potere o attacchi esterni, vista comunque la schiacciante superiorità convenzionale sovietica. La consapevolezza di questo ruolo di principale “balancer” del continente europeo ha consentito inoltre agli Stati Uniti di essere accettati come potenza “legittima”, definita anche come “benevola” da gran parte della letteratura negli anni successivi, per di più grazie alla portata dei programmi di assistenza per l’Europa inaugurati dal 1946-47 in poi, e di potere porre le fondamenta di una struttura di influenza e di autorità sempre più consolidata nel tempo: un impero meno globale nelle prime fasi, ma più impegnativo ed influente, votato a 4 Morgenthau H. (1973), Politics among Nations: the Struggle for Power and Peace, New York, Knopf, pp. 173-228. 5 Schroeder P., Alliances, 1815-1945: Weapons of Power and Tools of Management, in Knorr K. (ed.) (1976), Historical Dimensions of National Security Problems, Kansas University Press, pp. 227-262. 6 Walt S. (1987), The Origins of Alliances, Cornell University Press, pp. 1-49; 147-180; 262-285. 7 Schweller R., Bandwagoning for Profit: Bringing the Revisionist State Back In, «International Security», Vol. 19, I, 1994, pp. 72-107.
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I Partnership Frameworks dell'Alleanza Atlantica: Istituzionalismo e Neorealismo a confronto

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Informazioni tesi

  Autore: Arianna Ronda
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche "Roberto Ruffilli"
  Corso: Scienze Internazionali e Diplomatiche
  Relatore: Marco Cesa
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 112

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